Omicidio Vannini, motivazioni sentenza: “Imputati non fecero nulla per evitare morte”

Omicidio Vannini, motivazioni sentenza: “Imputati non fecero nulla per evitare morte”
Sky Tg24 INTERNO

Nelle motivazioni di oltre sessanta pagine i giudici si concentrano sul comportamento del capofamiglia.

Una situazione che si "desume da molteplici circostanze: tutti gli imputati, dopo aver compreso l'accaduto, omisero di attivarsi per aiutare effettivamente Marco"

Per i giudici si tratta di un comportamento che ha provocato "uno stato di soggezione" nei componenti della sua famiglia.

I giudici avevano ratificato anche la condanna a 9 anni e 4 mesi ai figli di Ciontoli, Martina e Federico e alla moglie Maria Pezzillo. (Sky Tg24 )

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Ma la gravità della situazione era sotto gli occhi dei Ciontoli: Vannini invocava aiuto e si lamentava del dolore, " in modo talmente forte che le sue urla erano state distintamente avvertite dai vicini di casa e registrate nelle conversazioni telefoniche con gli operatori del 118 " Condannati anche la moglie e i due figli a 9 anni e 4 mesi per concorso anomalo in omicidio volontario. (ilGiornale.it)

I giudici si concentrano sul comportamento del capofamiglia: Antonio Ciontoli, militare di Marina e successivamente ai Servizi segreti come distaccato, era il «detentore di armi da fuoco e autore dello sparo». (Open)

La sentenza d’Appello confermava quanto emesso in sentenza dal Tribunale di Lamezia Terme in primo grado a febbraio 2018. a Corte di Cassazione – accogliendo la richiesta dell’avvocato Mario Murone – ha annullato con rinvio la sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Catanzaro il 28 novembre 2019 a carico di Daniele Menniti in qualità di Sindaco di Falerna. (Corriere della Calabria)

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“Ciontoli era ben consapevole di aver colpito Marco Vannini con un’arma da fuoco e della distanza minima dalla quale il colpo era stato esploso”, scrivono i giudici. News | Vannini, i giudici della Cassazione: “Condotta di Ciontoli spietata” | VIDEO “Ciontoli era ben consapevole di aver colpito Marco Vannini con un’arma da fuoco”. (LE IENE)

I giudici della Suprema Corte parlano di uno «stato di soggezione» dei familiari che si desume da diverse circostanze Erika Stefani/ "Usano disabili per far passare il ddl Zan, è un riferimento forzato". (Il Sussidiario.net)

Altri Comuni si trovano nella stessa situazione e questa sentenza potrà dare forza ai sindaci per continuare nella loro battaglia per la chiusura dei luoghi di culto abusivi. [email protected] (MI-LORENTEGGIO.COM.)

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