Birra, futuro a rischio come acqua frizzante/ Anidride carbonica scarseggia

Il Sussidiario.net ECONOMIA

L’industria delle bevante, in virtù di ciò, si trova ad un vero e proprio bivio.

Il futuro della birra è a rischio, proprio come quello dell’acqua frizzante che ormai da diversi mesi è introvabile sugli scaffali dei supermercati.

Grano OGM per superare siccità e carestia?/ Bioceres (azienda): "Attendiamo ok USA". Birra, futuro a rischio come acqua frizzante: è crisi per scarsità di CO2. La crisi dell’anidride carbonica sta dunque continuando a mietere delle vittime: dopo l’acqua frizzante, adesso anche la birra è a rischio

Alcune aziende hanno già deciso: quella che produce l’acqua Sant’Anna ha detto di interrompere del tutto la produzione di quella frizzante. (Il Sussidiario.net)

Su altri giornali

Negli ultimi mesi le aziende produttrici di acque frizzanti hanno riscontrato grandi problemi, a causa delle difficoltà di approvvigionamento di anidride carbonica (CO2). (Informazione Ambiente)

Birra a rischio per carenza di anidride carbonica: cosa succederà a questa bibita? La carenza di anidride carbonica potrebbe mettere a dura prova anche il settore della birra. (InformazioneOggi.it)

Come riporta Agnieszka De Sousa per Bloomberg, una carenza di anidride carbonica sta mettendo a rischio la produzione di birra in tutto il mondo. La CO2 dà alle bevande la loro frizzantezza e viene utilizzata nel confezionamento di molti alimenti per prevenire la crescita di batteri. (TecnoAndroid.it)

Ora spetta ad Abbanoa fare il prossimo passo: indire la gara per l’aggiudicazione dei lavori, così che si possa al più presto arrivare alla realizzazione degli interventi” (Sardegna Reporter)

Giangiacomo Pierini, direttore di Coca-Cola Hbc Italia, ha dichiarato che “nello stabilimento di Nogara, in provincia di Verona, ci autoproduciamo l’anidride carbonica di cui abbiamo bisogno. Anche un’altra bevanda molto popolare è a rischio. (Ecoo)

Produciamo circa 4,5 milioni di bottiglie di acqua all’anno, sia naturale sia frizzante” “Attualmente – spiega Gilberto Zaina di ‘Dolomia’ -, riusciamo a produrre il 60-70 per cento dell’acqua frizzante che ci serve. (Il Friuli)

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