Scissione M5S, Letta: "Me l'aspettavo, parlato con Conte e Di Maio"

Adnkronos INTERNO

Un po' sì, era un po' che la situazione era tesa, '’erano punti di distinzione.

"I commentatori si chiedono: nel Pd chi è più vicino a Conte e chi a Di Maio?

"Domenica si vota in 13 capoluoghi e li siamo al ballottaggio avendo messo in campo alleanze larghe sulla base di contenuti e progetti

Abbiamo la responsabilità di mettere in campo un progetto", continua Letta, che spiega: "Spero solo che tutto questo non avvantaggi il centrodestra perché già è avvantaggiato. (Adnkronos)

Se ne è parlato anche su altri media

"La scissione di Di Maio non mi ha sopreso, ma a lui e Conte ho detto che l'unità è un valore". Il Pd ha una storia di scissioni molto marcata", ha ricordato il segretario dem. (la Repubblica)

Il leader Pd confida che entrambi i duellanti abbiamo come riferimento il centrosinistra. Se il leader M5s dovesse scegliere la «linea-Travaglio» si porrebbe su un piano oggettivamente «incompatibile con la nostra prospettiva politica», dice un dirigente Pd. (DiariodelWeb.it)

In un contesto politico balcanizzato, non solo nel centrosinistra, l’unica certezza è il nostro ruolo centrale”.red/Mgi/Int13 (askanews) – “Rifiuto l’idea che si debba partire dalle alleanze. (Agenzia askanews)

"Ora Letta parli anche con Di Maio". La minoranza dem spinge per archiviare il campo largo (di A. Raimo)

Il Day after ha l’effige di entrambi: Draghi per la sorte che toccherà al governo; Letta per il destino che attende il suo campo largo. Insomma, se Di Maio sembra essersi assicurato un posto in paradiso anche per la prossima legislatura, Draghi e (soprattutto) Letta si accingono a vivere giorni d’inferno (Secolo d'Italia)

E guardando al futuro, però, si augura che «la scissione nei 5Stelle non avvantaggi il centrodestra». Abbiamo una certa esperienza di scissioni, sempre con una certa attenzione a dire che i rapporti personali in politica contano molto, se finiscono con il divampare. (La Stampa)

Tocca rispolverare Togliatti per capire l'aria che butta nel Pd dopo la scissione delle stelle. Che si fa ora che Giseppe Conte, il "fortissimo punto di riferimento progressista", è stato azzoppato prima dal tonfo M5s alle amministrative, poi dall'addio di 60 parlamentari e ora sente il fiato sul collo di un Dibba in fase di rimonta? (L'HuffPost)

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