Generali, Crt aderisce a asse Del Vecchio-Caltagirone. Piú ampia spaccatura su Donnet

Cronachedi.it - Il quotidiano online di informazione indipendente ECONOMIA

Piazzetta Cuccia potrebbe contare infatti sul sostegno di otto consiglieri non esecutivi su 12 all’incontro della prossima settimana.

E’ una frattura sempre più evidente quella sta emergendo tra i soci di Generali, in vista del rinnovo della governance in agenda in primavera.

L’appuntamento ultimo è l’assemblea di inizio 2022, ma nuovi capitoli potrebbero essere scritti già la prossima settimana

– C’è solo bianco o nero: stare dalla parte di Donnet o contro di lui. (Cronachedi.it - Il quotidiano online di informazione indipendente)

La notizia riportata su altri giornali

E, mentre si alza la tensione, anche a Roma iniziano a guardare il dossier del gruppo che custodisce 60 miliardi circa di debito pubblico italiano. Fondazione Crt si schiera ufficialmente con Francesco Gaetano Caltagirone e Leonardo Del Vecchio nella battaglia su Generali. (ilGiornale.it)

Scatta il conto alla rovescia in vista del cda del prossimo 27 settembre, da cui potrebbe emergere un quadro più chiaro sulla futura governance di Generali. Come riportano vari organi di stampa, l’obiettivo di Caltagirone e Del Vecchio è accelerare la strategia di crescita di Generali attraverso operazioni di M&A, passando per un ricambio al vertice. (Il Cittadino on line)

Su quale sarà il ruolo dell’ente nel patto il numero uno di Crt si è limitato a rispondere: “Lo vedremo” “Aderiamo al patto per partecipare attivamente all’elaborazione di una politica di maggiore sviluppo e creazione di valore del gruppo”, ha spiegato all’Ansa il presidente della Fondazione Crt, Giovanni Quaglia. (Finanza Report)

A questo punto, la quota detenuta da Caltagirone nella compagnia assicurativa di Trieste è salita al 6,16% del capitale dal precedente 6,13%. Il patto aumenta la sua quota in Generali. Diventa ufficiale l’adesione di Fondazione Crt al patto parasociale di consultazione fra il Gruppo Caltagirone e la Delfin, holding detenuta da Del Delvecchio. (Money.it)

Per questo le Parti aderenti al Patto si sono impegnate a tenere lontano l’obbligo di lanciare un’offerta pubblica di acquisto (OPA) sul Leone di Trieste. Quanto al ruolo che la Fondazione Crt avrà nel patto Quaglia si è limitato a dire: “Lo vedremo”. (Bluerating.com)

L’istituto di piazzetta Cuccia avrebbe l’appoggio delle famiglie Boroli-Drago, che hanno in capo l’1,7% del capitale del Leone di Trieste Scatta il conto alla rovescia in vista del cda del prossimo 27 settembre, da cui potrebbe emergere un quadro più chiaro sulla futura governance di Generali. (Il Cittadino on line)

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