Fare i conti con Indro Montanelli a vent’anni dalla morte

Fare i conti con Indro Montanelli a vent’anni dalla morte
L'Espresso CULTURA E SPETTACOLO

E in una pagina bellissima scrive: «Pensai: è qui, sono tutti qui, nessuno di questa casa dei morti è morto

Un uomo che da solo sceglie le parole con cui andarsene: «Non sono gradite cerimonie religiose né commemorazioni civili».

Una volta cominciato, è impossibile fermarsi: «Chi sono questi stronzi che nel passato si permettevano di avere valori diversi dai nostri?

Il passato si può esplorare, analizzare, del passato si può riportare alla luce l’orrore, l’ingiustizia, e la figura anonima che quell’ingiustizia e quell’orrore ha subìto. (L'Espresso)

Se ne è parlato anche su altri media

Ora che scoccano i vent’anni dalla morte, non va commemorato ma ricordato, per la scrittura, lo stile, il carattere, la signorilità. Montanelli c’è anche quando non c’è, ha la forza di insinuarsi nella scrittura dei poveri cristi che annaspano sulla pagina bianca (esiste ancora la pagina bianca? (L'HuffPost)

Montanelli va ricordato, non commemorato
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