Falla nella sicurezza di Facebook: rubati i dati di 500 milioni di utenti

Falla nella sicurezza di Facebook: rubati i dati di 500 milioni di utenti
il Giornale SCIENZA E TECNOLOGIA

I dati rubati dagli hacker dai server di Facebook appartengono a soggetti residenti in 106 Paesi del pianeta.

Invece non è così e 533 milioni di persone si sono trovate esposte, senza nemmeno esserne a conoscenza.

È di queste ore la notizia che, quasi due anni fa, sono stati rubati i dati di oltre 530 milioni di utenti iscritti alla piattaforma social di Mark Zuckerberg.

La percezione di sicurezza fornita da un colosso internazionale come quello di Mark Zuckerberg, che si presume abbia sistemi di controllo all'avanguardia che impediscono il furto. (il Giornale)

Ne parlano anche altri media

Una falla di sicurezza ha portato alla pubblicazione online dei dati personali di ben 533 milioni di utenti. This means that if you have a Facebook account, it is extremely likely the phone number used for the account was leaked. (TEEECH)

I dati rubati comprendevano i dettagli di contatto di oltre 533 milioni di utenti Facebook in 106 paesi, di cui 32 milioni negli Stati Uniti d’America, 11 milioni nel Regno Unito e 6 milioni in India, scrive sempre Business Insider. (CronacaSocial)

Tra le informazioni di cui i pirati informatici sono venuti in possesso ci sono password, generalità, spostamenti, indirizzi email, relazioni personali e numeri di telefono. "Sono dati che possono essere ancora sfruttati dai criminali", ha affermato uno dei responsabili di Hudson Rock, Alon Gal, secondo quanto riporta la Cnn. (Gazzetta di Parma)

Facebook, diffusi online i dati di 533 milioni di utenti

Si tratta di 533 milioni di dati personali rubati in tutto il mondo. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Facebook (@facebook) (instaNews)

Tra sabato e domenica scorsi è arrivata la conferma che online sono disponibili i dati di oltre mezzo miliardo di utenti di Facebook. A ben vedere, la notizia è che sono disponibili gratuitamente: il set di dati, infatti, pare lo stesso che già lo scorso febbraio si poteva trovare in vendita su forum dedicati o consultare (a pagamento) tramite un bot su Telegram. (La Stampa)

Vista l’enorme entità del furto, ci sono discrete possibilità che una buona fetta di italiani sia coinvolta nell’ennesima violazione di dati personali (OptiMagazine)

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