Bengalese decapitato, un uomo fermato per l’omicidio

Bengalese decapitato, un uomo fermato per l’omicidio
Corriere della Sera INTERNO

Nella notte fra martedì e mercoledì il 25enne bengalese è stato ritrovato senza vita e con la testa tagliata di netto nel suo appartamento di corso Francia.

La squadra mobile di Torino ha sottoposto a fermo un uomo fortemente sospettato del brutale omicidio di Mohammad Ibrahim.

L’nterrogatorio del fermato programmato in procura per le 15

Gli investigatori della questura, coordinati dal dirigente Luigi Mitola, hanno indagato da subito negli ambienti della comunita bengalese a Torino e hanno interrogato a lungo i coinquilini di Ibrahim. (Corriere della Sera)

Ne parlano anche altri giornali

Da quanto si apprende, l'assassino ha utilizzato un'arma da taglio, colpendo con estrema violenza il ragazzo tanto da decapitarlo, quindi si è dato alla fuga. Continuano senza sosta le indagini della polizia sull'omicidio del 25enne originario del Bangladesh ucciso la scorsa notte nell'appartamento in cui viveva in affitto. (newsbiella.it)

Non ha poi voluto rivelare altro, ha ribadito di essere sconvolto e di avere mal di testa. Il bengalese ucciso e il suo presunto assassino vivevano in Italia dal 2014. (VNews24)

«Sono ancora sconvolto da tutto quel sangue che ho visto quando gli ho tagliato la testa». Una frase netta, in mezzo a tante confuse, Potrebbe essere un lapsus, ma anche una confessione involontaria quella resa da Mostafa Mohamed, 24 anni, quando è stato interrogato dai magistrati. (ilmessaggero.it)

A Porta Nuova un fermo di polizia per l'uomo decapitato in corso Francia

Il movente del delitto, secondo quanto sin qui emerso, sarebbe di natura economica, in quanto collegato ad un debito maturato dalla vittima nei confronti del fermato e non ancora onorato. è stato rintracciato dagli agenti della Squadra Mobile di Torino all’interno della stazione ferroviaria di Torino “Porta Nuova” questa mattina. (ObiettivoNews)

LA VICENDA - Varie volte Mostafa ha chiesto indietro la somma, visto che il 'pattò non era stato rispettato. Una frase netta, in mezzo a tante confuse, Potrebbe essere un lapsus, ma anche una confessione involontaria quella resa da Mostafa Mohamed, 24 anni, quando è stato interrogato dai magistrati. (ilgazzettino.it)

Il movente del delitto, secondo quanto sin qui emerso, sarebbe di natura economica, in quanto collegato ad un debito maturato dalla vittima nei confronti del fermato e non ancora onorato. (Il Torinese)

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