Richiamo vaccino Johnson & Johnson: chi lo deve fare e quando

QuiFinanza ECONOMIA

Pertanto, i destinatari del vaccino Johnson & Johsnon di età pari o superiore a 18 anni possono ricevere una singola dose di richiamo del vaccino Janssen, oppure possono ricevere il vaccino Moderna (mezza dose) o il vaccino Pfizer almeno 2 mesi dopo aver ricevuto la loro vaccinazione primaria con il vaccino Janssen

Il 27 febbraio 2021 la Food and Drug Administration degli Stati Uniti aveva rilasciato un’autorizzazione all’uso di emergenza (la cosiddetta EUA) per il terzo vaccino Covid, il Janssen della Johnson & Johnson appunto. (QuiFinanza)

Su altre testate

Secondo gli studi presentati dall'azienda e accettati dagli enti regolatori americani ed Ue, l'efficacia del vaccino Johnson & Johnson sugli over18 è di circa il 72 per cento - che sale però al 100 per cento nel contrastare eventuali forme gravi della malattia - contro un 94-95 per cento dei vaccini a Rna messaggero. (L'Unione Sarda.it)

Una platea di quasi 300 mila persone, la metà delle quali con età compresa tra i 50 e i 59 anni. Sono 293.916 i lombardi finora immunizzati col monodose Janssen, 167 mila dei quali nella fascia tra i 50 e i 59 anni. (Corriere Milano)

La somministrazione è efficace anche a più di due mesi dalla prima e «un vaccino Rna messaggero ha una risposta immunologica anche migliore». Chi ha ricevuto una somministrazione del vaccino Johnson&Johnson potrebbe ricevere un’altra dose con Pfizer o Moderna. (La Stampa)

Anche se under 60. Tutte le persone che si sono vaccinate con Johnson e Johnson potranno fare il richiamo di rinforzo già dopo due mesi dalla somministrazione. (Livingcesenatico)

Si tratta in particolare degli over 60. “Per le altre fasce d’età vaccinate con J&J si attendono invece al momento le indicazioni da parte dell’autorità sanitaria nazionale“, spiegano dalla Regione (Radiogold)

Dosi e sospetti, cosa non torna. Il richiamo per chi è stato protetto con J&J dovrebbe essere calendarizzato ad almeno due mesi dalla prima dose. Questa platea è stata protetta, nella maggioranza dei casi, con due dosi di vaccino Pfizer o Moderna. (LiberoQuotidiano.it)

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