Agguato a Buccinasco, ucciso il broker della droga legato anche alla 'ndrangheta

Agguato a Buccinasco, ucciso il broker della droga legato anche alla 'ndrangheta
Corriere della Calabria INTERNO

Una vera e propria esecuzione: non ci sono dubbi sulle origini della sparatoria avvenuta a Buccinasco, nell’hinterland milanese, e che è costata la vita a Paolo Salvaggio, 60 anni, morto all’ospedale Humanitas di Rozzano poco dopo il ricovero.

Paolo Salvaggio, soprannominato “Dum Dum” e tra gli indagati dell’operazione antimafia Parco Sud del 2013, è indicato come broker all’ingrosso del mercato dello spaccio di stupefacenti nel Milanese, legato al clan Barbaro-Papalia di Platì ma da tempo attivi proprio a Buccinasco. (Corriere della Calabria)

Su altri media

Queste le nette e ferme parole di Rosa Palone, assessore al Welfare e alla Cultura Antimafia del comune di Buccinasco, arrivata sul luogo dell'omicidio quando ancora i soccorritori stavano cercando di rianimare Paolo Salvaggio, spacciatore di 60 anni noto alle forze dell'Ordine e agli arresti domiciliari, deceduto dopo il trasferimento in ospedale (Corriere TV)

E' una delle ipotesi sulla quale lavorano i militari del nucleo investigativo dell'Arma di Milano, coordinati dal pm di turno Carlo Scalas. Salvaggio lascia una moglie e una figlia - LEGGI L'ARTICOLO (La Repubblica)

Omicidio di Paolo 'Dum dum' Salvaggio a Buccinasco, nelle telecamere la fuga in scooter dei killer. (La Repubblica)

Forte: “Omicidio di ‘ndrangheta a Buccinasco è un monito: lo Stato non mostri debolezza”

I carabinieri setacciano il passato torbido della vittima, uomo del clan Barbaro e Papalia, già condannato per droga Una scena da film, "alla Gomorra" come ha detto un passante che ha visto sfrecciare lo scooter nero dopo l’agguato. (Il Giorno)

Ma la mafia qui, a Buccinasco, tristemente ribattezzata come "Platì del Nord", la mafia esiste. Ha scritto le pagine nere della storia criminale del territorio e ancora oggi disegna scenari inquietanti. (IL GIORNO)

Lo Stato non mostri debolezza perché le mafie ne approfittano perseguendo come fine ultimo l’alternatività alle istituzioni più del profitto”. Non si può continuare a parlare di smantellamento del carcere ostativo, di concessione dei permessi premio in assenza di collaborazione con la giustizia perché questi sono tutti messaggi di debolezza delle istituzioni. (MI-LORENTEGGIO.COM.)

Facebook Twitter Pinterest Linkedin Tumblr