Laboratorio per bambini trans all'Università Roma Tre: è polemica
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Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente. Polemica per il laboratorio rivolto a "bambini trans e gender creative" dell'Università di Roma Tre: cosa è successo e le reazioni della politica Scoppia la polemica intorno al “laboratorio per bambin trans e gender creative” organizzato dall’Università Roma Tre nella giornata di sabato 28 settembre. (Virgilio Sapere)
La notizia riportata su altri media
L'ideologia gender sbarca in università e coinvolge bimbi e bimbe? Scopriamo di cosa si tratta realmente il "laboratorio per bambin3 trans" dell'ateneo di Roma Tre e perché sta facendo tanto discutere. (Fanpage.it)
Tanto &egrav… (L'HuffPost)
Tra i primi a polemizzare con il progetto, condiviso dal Comitato etico dell'ateneo, l'associazione Pro Vita La bomba è esplosa. (Secolo d'Italia)
Secondo Fiorucci, il laboratorio deve proseguire perché “la ricerca è chiamata a esplorare territori di confine, lungo i quali non sono consolidate conoscenze adeguate; ciò costituisce - continua il Rettore - un preliminare necessario alla formulazione di ogni tesi e di ogni giudizio”. (provitaefamiglia.it)
«Siamo allibiti dalle parole usate dal Rettore dell’Università di Roma Tre, Massimiliano Fiorucci, per difendere il “laboratorio per bambin trans” promosso da attivisti politici delle associazioni LGBTQIA+ con l’approvazione del Comitato Etico dell’Ateneo. (Adnkronos)
– Piovono critiche sull’Università di Roma Tre, accusata di aver organizzato un “corso gender” per bambini, e a tentare di placare le acque è il rettore Massimiliano Fiorucci. “Si tratta di un incontro di ricerca finalizzato ad acquisire direttamente dalla voce dei minori con identità di genere non normativa, le loro valutazioni sul fenomeno e il loro vissuto – mette in chiaro Fiorucci – Non si tratta di un laboratorio aperto al pubblico ma di una sessione di ricerca”. (QUOTIDIANO NAZIONALE)