Quirinale: Salvini, pensiamo a nomi di alto profilo, da sinistra basta veti

LaPresse INTERNO

Siamo pronti a proporre donne e uomini di altissimo profilo”.

Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini

Roma, 23 gen. (LaPresse) – “Dopo la straordinaria generosità di Silvio Berlusconi, il centrodestra è al lavoro nella certezza che – nell’interesse del Paese – da sinistra non ci saranno No o veti incrociati come avvenuto fino a ieri.

(LaPresse)

Su altre fonti

Lo ha scritto su Twitter il segretario del Pd Enrico Letta che a modo suo commenta il pomeriggio di un sabato "politico" italiano Le parole di Enrico Letta. "Il centro destra non è maggioranza e non ha quindi diritto di prelazione sul Quirinale. (Euronews Italiano)

"Berlusconi rende un grande servizio all’Italia e al Centrodestra, che ora avrà l’onore e la responsabilità di avanzare le sue proposte senza più veti dalla sinistra” dice Salvini Forza Italia ora farà una proposta condivisa con tutta la coalizione indicando un nome che sia all'altezza della situazione, avrebbe assicurato l'ex premier. (Adnkronos)

Un esecutivo, questo, che secondo Berlusconi e i vertici di Forza Italia non ha ancora esaurito il suo compito. Alle 16.30 si è collegato in videoconferenza con i ministri e i sottosegretari di Forza Italia. (il Giornale)

Ma lo scontro non si limita al destino di Draghi, ma coinvolge anche il tema della durata dell’esecutivo. Decide di disertare quel vertice già saltato, poi convocato di fronte all’irritazione e alle pressioni di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, e ancora slittato di nuovo per ore. (Il Fatto Quotidiano)

Letta: "Accordo su nome condiviso". I leader del M5s lanciano invece un appello a tutte le forze politiche affinchè "agiscano rapidamente". (Il Giornale d'Italia)

«Avrei i numeri, ma…» è probabilmente l’ultima gigantesca bugia del Cavaliere destinata ad avere qualche peso politico Disertando l’ultimo vertice online, costringendosi a fare il bel gesto da contumace, Silvio Berlusconi è riuscito almeno ad allontanare un finale frigido dalla sua parabola politica, partita con la famosa videocassetta (e la settimana prossima saranno ventotto anni). (Il Manifesto)

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