Whirlpool, manifestazione al Porto: il corteo blocca entrata e uscita dei mezzi

Whirlpool, manifestazione al Porto: il corteo blocca entrata e uscita dei mezzi
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NapoliToday INTERNO

Nuovo corteo dei lavoratori della Whirlpool.

Il corteo era partito dallo stabilimento di via Argine a Ponticelli, chiuso da tempo.

I manifestanti hanno alla fine raggiunto il varco Bausan del Porto di Napoli, dove si sono fermati bloccando l'entrata e l'uscita degli automezzi.

A partire dall'inizio di settembre, i lavoratori licenziati e senza ammortizzatori sociali hanno ripreso le azioni di protesta

Ad aprire la fila di manifestanti, lo striscione di Fim, Fiom e Uilm. (NapoliToday)

La notizia riportata su altri giornali

A due settimane dal licenziamento, escono in corteo dalla fabbrica a via Argine e si dirigono verso il porto. Draghi incontra i lavoratori di Tiziana Cozzi 14 Luglio 2021 di Tiziana Cozzi (La Repubblica)

La convocazione è rivolta all'azienda e ai sindacati dei metalmeccanici. Da quando si apprende, i lavoratori di Napoli hanno richiesto al Ministero di poter partecipare in presenza al tavolo. (Rai News)

I metalmeccanici reclamavano la convocazione del tavolo sulla vertenza da parte del governo, a sole due settimane dalla scadenza della procedura di licenziamento collettivo. La convocazione per il 16 settembre prossimo è arrivata poi nel pomeriggio. (ilmattino.it)

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L’appello: "I fondi del Pnrr per il Mezzogiorno". I sindacati chiedono di investire una parte dei fondi del Pnrr nella vertenza Whirlpool (QUOTIDIANO NAZIONALE)

«In due anni -sottolineano gli operai al Presidente- tante sono state le promesse e gli impegni dei vari ministri e governi, che da Lei incaricati, si sono avvicendati sulla nostra vertenza, ma ad oggi nessuna risposta concreta e nessuna soluzione è stata prospettata e, cosa peggiore, nessuno è riuscito a ribadire che in Italia gli accordi vanno mantenuti e le istituzioni ed il Paese vanno rispettati. (La Provincia Pavese)

Ancora non ci hanno convocato“. “È l’ennesima protesta di chi vuol difendere il lavoro e la nostra dignità – ha spiegato un operaio – Siamo ancora qua perché aspettiamo risposte dal governo. (Il Fatto Quotidiano)

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