La classifica delle città più care d'Italia: ecco quali sono

METEO.IT ECONOMIA

Si è stimato, all'interno della classifica delle città più care d'Italia stilata dal Codacons che a Bari una donna per un taglio di capelli spenda di più che a Napoli

Quali sono le città più care d'Italia secondo il Codacons?

Sempre nella città lombarda rispetto alla città partenopea si spende in media 99.24 euro contro i 67,58 per l'acquisto di generi alimentari.

Le altre spese per i servizi: di città in città. (METEO.IT)

La notizia riportata su altri giornali

Circa 100 euro in più dell’altra città dove la Tari costa di più: Cagliari (405,6); mentre a Milano si pagano in media 310,5. Ebbene Napoli detiene il record assoluto di tassazione rifiuti: 507, 9 euro di media, staccando nettamente tutte le altre città italiane. (Corriere del Mezzogiorno)

La situazione si ribalta al bar: Trento vanta il caffè più salato (in media 1,24 euro l’espresso), seguita da Trieste (1,14 euro) e Bologna (1,13 euro), contro una media di 0,82 euro a tazzina a Catanzaro. (codacons.it)

Quest’ultima è pari a 737,89 euro, ossia 87,19 euro di spesa media alimentare e 650,70 euro per beni e servizi. Troviamo Torino (778,05 euro), Bologna (789,42 euro), Napoli (816,75 euro), Cagliari (800,50 euro) e Milano (835,65 euro). (Proiezioni di Borsa)

Difficile sborsare più che a Milano Non è una sorpresa che il capoluogo lombardo sia la città dove la vita costa di più. (IL GIORNO)

Le città più care d'Italia nel 2021. Nella classifica delle città più care d'Italia, al primo posto troviamo Milano, dove per mangiare bisogna spendere in media il 47% in più rispetto a Napoli, terza in classifica, ma prima per la Tari, la tassa sui rifiuti (507,96 euro). (idealista.it/news)

Soprattutto se si considera che si aggiungono agli aumenti di altre materie prime e componenti”. l’aumento dei costi energetici affonda la molluschicoltura. In uno stato generale di emergenza sanitaria dovuta al Covid19, con una significativa crisi dell’intero sistema produttivo, incluso il comparto dell’acquacoltura, il recente aumento dei costi legati alle forniture dell’energia elettrica e del gas, rappresenta una ulteriore congiuntura negativa all’intero comparto produttivo nazionale. (pesceinrete.com)

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