Covid, sciopero degli insegnanti in Francia

Covid, sciopero degli insegnanti in Francia
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Nelle secondarie, secondo il Ministero, sono mobilitati il 23,7% degli insegnanti (il 62% secondo lo SNES-FSU, il principale sindacato della scuola secondaria).

Lo sciopero arriva in un brutto momento per il presidente, a tre mesi dal primo turno delle elezioni.

Lo sciopero, indetto da tutti i sindacati degli insegnanti, potrebbe indebolire il presidente Emmanuel Macron a tre mesi dalle elezioni presidenziali. (RSI.ch Informazione)

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Secondo Le Figaro, allo sciopero ha aderito il 75 per cento degli insegnanti francesi della scuola primaria mentre metà delle scuole sarebbero chiuse. In particolare Pecresse, la candidata dei Repubblicani e la leader di Rassemblement national sono al 16 per cento, mentre Zemmour è al 15 per cento (Secolo d'Italia)

I sindacati hanno affermato di aspettarsi la chiusura giornaliera di molte scuole e un gran numero di insegnanti, allo sciopero insegnanti secondo i sindacati avrebbero preso parte insegnanti per il 75% nelle scuole primarie e il 62% nelle scuole superiori. (Il Digitale)

I sindacati denunciano "un pasticcio indescrivibile" quello in atto nelle scuole a causa della quinta ondata dell'epidemia e dei protocolli sanitari che implica. Il Governo, dal canto suo, sostiene che la Francia sia uno dei Paesi che ha chiuso meno scuole durante la pandemia, nonostante le difficoltà. (RSI.ch Informazione)

Scuola francese in sciopero contro i caos Covid | il manifesto

Negli ultimi sette giorni sono stati confermati complessivamente 331.775 casi tra gli studenti, ha aggiunto il ministero in un comunicato stampa, con i contagi moltiplicatisi nelle scuole con il diffondersi della variante Omicron (Orizzonte Scuola)

Allo sciopero – indetto dai sindacati – ha aderito il 75 per cento degli insegnanti della primaria e il 62 per cento del personale scolastico delle scuole medie e superiori. Dal ritorno in classe dopo le vacanze di Natale, infatti, le scuole devono rispettare il nuovo protocollo sanitario: in caso di un positivo in classe, gli alunni devono sottoporsi a un tampone – antigenico o molecolare – nel momento in cui viene annunciato il caso e poi altri due test a due giorni di distanza ognuno, che devono certificare la negatività (Il Fatto Quotidiano)

Troppi “protocolli”, decisioni in continuo cambiamento, informazioni all’ultimo momento, un carico di lavoro eccessivo senza ricevere la corrispondente considerazione, confusione nelle famiglie per adeguarsi agli obblighi: dopo due anni di Covid, la variante Omicron ha finito per mettere in ginocchio la “scuola aperta”, la scelta francese di far funzionare l’istruzione malgrado la pandemia, per evitare di aggravare le diseguaglianze tra allievi. (Il Manifesto)

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