A ottobre 35mila lavoratori in più, ma sono quasi tutti uomini

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Infatti, il tasso di occupazione – in aumento di 1,2 punti percentuali – sale per tutte le classi di età.

Lo comunica l’Istat che sottolinea come negli ultimi due mesi l’aumento nel numero degli occupati occupati sia stato di 140mila unità, mentre da inizio anno l’incremento abbia superato le 600mila unità.

Più in generale il tasso di occupazione, pari al 58,6%, è più basso dello 0,1%, mentre quello di disoccupazione è sceso dal 9,7% al 9,4%. (Ultime notizie dall'Italia e dal mondo)

Se ne è parlato anche su altri giornali

La grande quantità di investimenti prevista dal Pnrr promette un 2022 con un mercato del lavoro ancora in crescita. I disoccupati crescono nel mese di 51 mila unità (+2,2%) e il tasso di disoccupazione (+0,2%) sale al 9,4%. (Il Sussidiario.net)

L'aumento dell'occupazione è di 35 mila unità (+0,2 punti). A seguito della ripresa dell'occupazione osservata tra febbraio e giugno di quest'anno e a partire da settembre, il numero di occupati è superiore a quello di ottobre 2020 per circa 390 mila unità (+1,7 punti). (Milano Finanza)

La componente femminile, invece, è rimasta sostanzialmente stabile. Nello specifico, i posti di lavoro sono cresciuti di 35mila unità (+0,2%) e 36mila dei nuovi occupati sono uomini. (TIMgate)

Lo rileva l'Istat sottolineando che su base annua oltre due terzi della crescita complessiva degli occupati ha riguardato uomini con 271mila occupati in più sui 390mila complessivi (+118mila le donne). (Il Messaggero)

I dati di ottobre confermano altri trend emersi in questi ormai quasi due anni di pandemia. Un segnale incoraggiante arriva dall’occupazione giovanile: gli occupati under 25 sono 38mila in più nel mese di ottobre rispetto a settembre e 129 mila in più in un anno. (Avvenire.it)

La variazione mensile dell’occupazione femminile rilevata dall’Istat è zero, il tasso corrispondente non arriva neanche al 50%, inferiore di quasi 20 punti a quello maschile. E non è di grande conforto pensare che a settembre l’occupazione femminile era cresciuta più di quella maschile: «Le donne sono quelle che hanno pagato il prezzo più alto della crisi - ricorda Susanna Camusso, responsabile delle Politiche di genere della Cgil e tra i coordinatori della campagna “Half of it - Donne per la salvezza” - (La Repubblica)

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