Tamponi rapidi in Veneto, giallo sulla denuncia a Crisanti

Tamponi rapidi in Veneto, giallo sulla denuncia a Crisanti
Virgilio Notizie INTERNO

Tamponi rapidi in Veneto, Crisanti indagato: la sua reazione Secondo Crisanti 3 positivi su 10 sfuggirebbero ai tamponi rapidi: denunciato dall'azienda della Regione Veneto. Il virologo Andrea Crisanti è indagato dalla procura di Padova in seguito ad una segnalazione di Azienda Zero, il braccio operativo della Regione Veneto per quanto riguarda la gestione dei tamponi rapidi, per alcune affermazioni che sarebbero state prese come “diffamatorie”. (Virgilio Notizie)

Se ne è parlato anche su altri giornali

A presentare l'esposto è stato il direttore generale di Azienda Zero, Roberto Toniolo. Crisanti, direttore del'istituto di microbiologia dell'Università di Padova, è un dipendente della sanità del Veneto (la tribuna di Treviso)

Uno studio, quello sui tamponi rapidi, che per il dg non c’era. “Quello studio sui tamponi rapidi non c’era, – ribadisce il dg – la casa farmaceutica Abbott che produce i tamponi mi aveva chiesto quella ricerca e io ho pensato che me la chiedessero per valutare gli estremi per farci causa, e ho risposto che quello studio, che ha determinate caratteristiche scientifiche, non c’era”. (La Piazza)

Così a inizio marzo i magistrati hanno aperto un fascicolo per procedere nei confronti di Crisanti per diffamazione. E ancora: «Ho testato in laboratorio i tamponi antigenici scelti dalla Regione confrontandoli con i molecolari e sono affidabili al 70 per cento, meno del dichiarato. (Open)

Crisanti indagato per diffamazione alla Sanità veneta • Imola Oggi

Il fascicolo è stato aperto all'inizio di marzo, e vede i magistrati procedere per l'ipotesi di diffamazione (La Nuova Sardegna)

Si tratta di un atto dovuto dopo la segnalazione di Azienda Zero, braccio operativo della Regione Veneto, che risponde così alle critiche espresse dal professore in merito all'utilizzo dei tamponi rapidi da lui giudicati non attendibili. (Sky Tg24 )

Lo scrive www.ilrestodelcarlino.it/padova. L’ipotesi di reato è di diffamazione alla Sanità regionale, della quale Crisanti, direttore dell’Istituto di microbiologia dell’Università di Padova, è dipendente. (Imola Oggi)

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