Un «parere» che lascia intatto il problema - L'Editoriale, italia

Un «parere» che lascia intatto il problema - L'Editoriale, italia
L'Eco di Bergamo INTERNO

Abbiamo la prima autorizzazione da parte di un’azienda sanitaria al suicidio assistito.

Per mesi si è contato un diniego dell’Asl, sentenze contraddittorie del Tribunale, fino al via libera del Comitato etico territorialmente competente.

Ma in realtà la sentenza della Corte non interveniva sul diritto di chi sceglie di morire, ma sui diritti di chi sceglie di aiutare una persona a morire

Manca tuttavia un protocollo, una sorta di linea-guida per procedere concretamente al suicidio assistito e si ha ragione di credere che qui si aprirà l’ulteriore battaglia. (L'Eco di Bergamo)

Su altre fonti

di Giusi Fasano. Marche, sì del comitato etico. Nel ddl in discussione arriva l’obiezione di coscienza. Ad agosto del 2020 aveva avuto il via libera per andare a morire in Svizzera. (Corriere della Sera)

Il Comitato etico che si è occupato di lui ha deciso — è la prima volta in Italia — che ha i requisiti per accedere al suicidio assistito stabiliti dalla Corte Costituzionale nel 2019. «Il tribunale si è già espresso chiaramente ordinando alla Asur di accertare se modalità, metodica e farmaco sono idonei» (Corriere della Sera)

Nelle parole di chi plaude alla prima volta in cui il suicidio assistito viene ammesso in Italia si avverte qualcosa di lugubre e stonato, incompatibile con il tema trattato: la morte di una persona, di un essere umano, di “Mario”. (La Stampa)

Suicidio assistito, Mario diffida nuovamente l'azienda sanitaria delle Marche

È più onesto parlare di morte assistita su richiesta, quando la persona ha una situazione cronica inguaribile che causa una sofferenza – non dolore fisico – insopportabile, dove la soglia della sopportabilità non può che essere indicata dal malato. (Avvenire.it)

A Mario è stato riconosciuto un diritto ma non può esercitarlo”, spiega Filomena Gallo, co-difensore di Mario e segretario dell’Associazione Coscioni. Omissione che determina un danno grave e irreparabile al signor Mario la cui situazione di salute e sofferenza in 15 mesi è aumentata“ (Il Fatto Quotidiano)

Con una nota dello scorso 23 novembre, la Regione Marche dichiarava che 'sarà il Tribunale di Ancona a decidere se il paziente tetraplegico di 43 anni potrà avere diritto al suicidio medicalmente assistito'. (Il Resto del Carlino)

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