DISOCCUPAZIONE/ Da Istat e Confindustria la prova dei danni di chiusure e restrizioni

DISOCCUPAZIONE/ Da Istat e Confindustria la prova dei danni di chiusure e restrizioni
Il Sussidiario.net ECONOMIA

Ma le statistiche che impressionano di più non riguardano il trimestre considerato, ma la correlazione tra i trend dell’occupazione e l’emergenza sanitaria.

Tuttavia, “nonostante l’aumento delle restrizioni in Italia l’industria conferma dunque una buona tenuta, in questa fase sostenuta maggiormente dall’accelerazione della domanda estera.

Diversamente da quanto fu disposto nel primo lockdown, il comparto industriale è stato risparmiato dalle chiusure anche nelle zone rosse

La domanda interna, meno dinamica a causa delle limitazioni negli spostamenti e nello svolgimento di alcune attività, incide sul comparto terziario che nel primo trimestre zavorra la dinamica del Pil, attesa in marginale arretramento. (Il Sussidiario.net)

Su altre fonti

Quindi la ristorazione al 53,4% e al 6° con il 53% di rischio chiusura le imprese di gioco legale. E’ quanto emerge dall’ultimo report dell’Istat sull’impatto della crisi sanitaria sulle imprese: effetti, reazione e fragilità strutturali. (Redazione Jamma)

Il 2 di novembre del 1942, verso mezzanotte, iniziò la terribile ritirata: “Fu una marcia disperata e quasi senza fine”, ricorda commosso Umberto. Fra gli indimenticati che non ci sono più, Umberto ricorda ancora i fratelli Bruno, sarto in via degli Estensi “… che mi fece il primo vestito” e Pietro Granato (barbiere a Ficarolo) dove si recava settimanalmente per i suoi commerci. (La voce di Rovigo)

Il post titola:. Nel 2021 si muore di meno. Otto minuti di video in cui si evita attentamente di di spiegare che lo stesso è stato realizzato dall’Esercito. (Bufale Un Tanto Al Chilo)

Istat, prospettive ripresa per meno di una impresa su cinque

Scrive l’Istat che in quei dodici mesi sono aumentati “soprattutto gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+5,4%, pari a +717mila)”. E anche in questo caso la differenza è quasi tutta ascrivibile a lavoratori in cassa integrazione, passati nel nuovo calcolo fra gli inattivi (TIMgate)

(ITALPRESS) – I viaggi dei residenti in Italia nel 2020 toccano il loro minimo storico: sono 37 milioni e 527 mila (231 milioni e 197 mila pernottamenti), con una drastica flessione rispetto al 2019 che riguarda le vacanze (-44,8%) e ancora di più i viaggi di lavoro (-67,9%). (ciociariaoggi.it)

In tale contesto emerge la tenuta decisamente maggiore delle imprese appartenenti a gruppi multinazionali”. Nonostante uno scenario in miglioramento, le prospettive di ripresa per il 2021 sono giudicate limitate: meno di una impresa su cinque prevede una normale prosecuzione dell’attività nella prima metà dell’anno. (QuiFinanza)

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