La Banca centrale cinese detiene poco più dell'1% di Eni

Milano Finanza Milano Finanza (Economia)

Queste qualità dovrebbero aiutare le società a sopravvivere in un mercato "orso", e a emergerne ancora più forti", ha consigliato Driscoll.

Il giorno stesso e per il medesimo motivo, l'azienda ha fornito un aggiornamento sulle azioni proprie detenute, stock che ha ora raggiunto l'1,7%.

Ne parlano anche altri media

Sono stati chiamati a far parte dell’organismo di vigilanza Giuseppe Pignatone (con funzione di presidente), Carlo Piergallini, il membro del collegio sindacale Anna Doro e il responsabile della direzione Audit della Società, Gianfranco Cariola. (Finanza Report)

Molto bene invece Mediobanca (+3,48%), tra i titoli più penalizzati del settore dall’inizio della crisi Covid-19 insieme a Unicredit. Il driver principale sui mercati oggi è stato infatti il movimento del petrolio, arrivato a un balzo del 28% in scia alle parole di Donald Trump (Finanzaonline.com)

Il recupero odierno e' favorito anche dalle indiscrezioni provenienti dall'Asia, secondo cui la Cina ha intenzione di incrementare le proprie riserve strategiche di greggio, approfittando anche delle sue basse quotazioni. (Borsa Italiana)

Indice Brent a 27,32$ al barile (+10,43%). I Prezzi del Greggio. (Lezioni Europa)

La banca centrale cinese detiene una quota poco superiore all’1% del Cane a sei zampe. People’s bank of China rispunta nel capitale di Eni. (Milano Finanza)

Bene Eni +1,7%, nonostante la debolezza del greggio. Il titolo è probabilmente sostenuto dalla comunicazione Consob secondo cui, a seguito dell’adozione della soglia dell’1% di possesso azionario oltre la quale vige l’obbligo di comunicazione al mercato, la People’s Bank of China (la banca centrale cinese) ha portato in trasparenza una quota dell’1,014% nel gruppo italiano dell’energia. (Investire Oggi)

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