Il debito/PIL in Eurozona raggiunge il record: e in Italia?

Money.it ECONOMIA

Considerando il primo trimestre 2020, nel periodo gennaio-marzo 2021 nessuno Stato ha visto diminuire o restare invariato il suo livello di debito.

Il primo trimestre 2021, infatti, è stato segnato ancora da misure restrittive e finanziamenti governativi in sostegno di categorie in affanno per il Covid.

Da segnalare che, rispetto al primo trimestre 2020, i 27 Stati membri hanno tutti registrato incrementi nel rapporto debito/PIL. (Money.it)

La notizia riportata su altri giornali

Allarme sui conti in Ue. E le scelte ecologiche imposte da Bruxelles saranno una sberla aggiuntiva per noi. Intanto il ministro dell'Economia per la prima volta avverte: senza sacrifici impossibile la riforma fiscale. (La Verità)

Poiché la moneta unica avrebbe dovuto salvarci dal collasso finanziario, si chiedono come sia possibile che il debito pubblico italiano continui a salire sia in valore assoluto che in percentuale. Chiaramente, sono tanti i fattori che possono incidere sull’andamento del debito pubblico: economici, finanziari, politici, etc (InvestireOggi.it)

Si tratta di previsioni in miglioramento rispetto alle stime di aprile quando era stata stimata una espansione al ritmo del 4,2% nel 2021, del 4,1% nel 2022 e dell’1,9% nel 2023. editato in: da. (Teleborsa) – Economisti ed esperti del settore privato nell’area euro della BCE stimano che l’economia dell’Eurozona cresca quest’anno al ritmo del 4,7% e si espanda del 4,6% nel 2022 e del 2,1% nel 2023. (QuiFinanza)

Adnkronos. Dirsi addio è difficile ma può essere anche dolce se a scrivere la canzone della separazione è Oscar Anton, che torna oggi in radio e in store con il nuovo singolo 'Ophelie'. Tra gli ospiti E (Yahoo Finanza)

Nel primo trimestre del 2021, il rapporto tra deficit e Pil si è attestato al 7,4% nell'eurozona e al 6,8% nell'Ue, in calo ma comunque a un livello elevato. Nel primo trimestre del 2021, la maggior parte degli Stati membri ha continuato a registrare un disavanzo pubblico (AGI - Agenzia Italia)

Ciò significherebbe mettere in discussione le politiche di crescita più volte auspicate dal nostro premier attraverso l’utilizzo del «debito buono», quello destinato agli investimenti. Quest’ultima parte del debito, definito «eccessivo», verrebbe trasferita ad un costituendo Fondo europeo, con obbligo di restituzione entro 20/25 anni. (L'Eco di Bergamo)

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