Usa: 6 gennaio, Trump lasciò fare i facinorosi, Bannon colpevole di oltraggio

Giampiero Gramaglia – Gp News INTERNO

Trump seguiva la sommossa in tv nella saletta da pranzo dell’Ufficio Ovale, telefonando ai senatori per indurli a bloccare la certificazione.

Ma Trump, anche il giorno dopo, si rifiutò di chiudere il capitolo: “Non voglio dire che le elezioni sono finite”.

Sarah Matthew, l’ex vice-portavoce della Casa Bianca, lo ha testimoniato davanti alla commissione di inchiesta della Camera su quanto avvenne quel giorno. (Giampiero Gramaglia – Gp News)

Se ne è parlato anche su altre testate

Lo ha detto al Tg1 la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Noi ragioniamo sempre a difesa della nostra nazione e il nostro interesse nazionale si difende in questa metà campo”. (Sardegna Reporter)

Noi stiamo dalla parte di Nato e Ucraina”. Il capogruppo di FdI alla camera: «Subito l’adesione di Svezia e Finlandia se qualcuno votasse no sarebbe un problema». FRANCESCO OLIVO (La Stampa)

Il non trattabile atlantismo di Meloni. Non ha caso la capa politica romana sembra aver ben compreso come la campagna elettorale interna al Paese vada bilanciata con l’immagine estera che la stessa produce. (Nanopress)

Meloni “Fdi partito che più garantisce collocazione atlantica”

Il fatto che oggi, dal lato centrodestra estremo, a garantire per l’atlantismo e l’europeismo italiano si erga impavida la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni - sì, proprio lei: l’amica fidata di Orban il filoputiniano e antieuropeo, quella che si congratulava per l’elezione di Putin nonostante l’invasione della Crimea, quella legata mani e piedi con il mondo di Trump il presunto golpista, quella che invitava Bannon come ospite di eccezione, quella che guida un partito cui militanti si riuniscono come cellule di sette segrete inneggiando alla X Mas - fa ben capire il livello tragicamente ridicolo di quello che sta accadendo nella politica dopo la cacciata di Mario Draghi (L'HuffPost)

«La nostra scelta di difendere l’Ucraina è netta e irrevocabile. Una conferma che arriva dopo l’articolo de La Stampa sulle presunte «ombre russe» che si sarebbero allungate sulla caduta del governo Draghi attraverso la Lega. (Secolo d'Italia)

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