MILANO È MEMORIA. UNA SCULTURA PER RICORDARE LE VITTIME DELL’ECCIDIO DI CEFALONIA

MILANO È MEMORIA. UNA SCULTURA PER RICORDARE LE VITTIME DELL’ECCIDIO DI CEFALONIA
MI-LORENTEGGIO.COM. INTERNO

“Ringraziamo la Fondazione per questo dono – dichiara l’assessore al Verde Pierfrancesco Maran -.

L’opera donata dalla Fondazione Europea Cefalonia-Corfù 1941/44 verrà collocata in piazza Novelli. . . . Milano, 4 maggio 2021 – Milano avrà un nuovo simbolo a testimonianza della storia e degli orrori della guerra.

La scultura, con parere favorevole della Sovrintendenza, della Commissione Paesaggio e del Municipio 3, verrà posizionata nell’area verde di piazza Novelli

L’Amministrazione ha accettato la donazione da parte della Fondazione Europea “Cefalonia-Corfù 1941/44”, della scultura a memoria dell’eccidio della Divisione Acqui avvenuto a Cefalonia nel settembre 1943. (MI-LORENTEGGIO.COM.)

Ne parlano anche altre fonti

E magari in spazi meno ampi di quelli di piazza Duomo, quindi ancora più pericolosi“, conclude Sileri Se in piazza Duomo c’erano 30mila persone, allora 45 di loro avrebbero dovuto essere positive. (Il Fatto Quotidiano)

Così alla Stampa Pierpaolo Sileri, secondo cui “se c'erano positivi, è sicuramente avvenuto qualche contagio. Fa male vedere piazza Duomo con 30 mila tifosi urlanti, in festa, molti senza mascherina. (Adnkronos)

Festa Inter, ora preoccupano le partite a San Siro dell’8 e del 23 maggio

"Fa male vedere piazza Duomo con 30 mila tifosi urlanti, in festa, molti senza mascherina. Se in piazza Duomo c’erano 30 mila persone, allora 45 di loro avrebbero dovuto essere positive. (Corriere dell'Umbria)

Allarga le braccia sconsolato, il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, di fronte alle immagini degli assembramenti dell’ultimo weekend, tra i ritrovi del Primo maggio, lo shopping e la festa scudetto dell’Inter a Milano: «Sì, un po’ di preoccupazione c’è», ammette, lui che più di tutti, dentro il ministero della Salute, crede nelle riaperture e da sempre si affida al «senso civico» degli italiani. (La Stampa)

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