Di Maio: “Stabilizzare la Libia significa mettere in sicurezza le nostre coste”

Di Maio: “Stabilizzare la Libia significa mettere in sicurezza le nostre coste”
L'Opinionista INTERNO

Continuiamo a lavorare per migliorare l’interscambio commerciale con la Libia”, ha dichiarato Di Maio.

Questa è la strada da seguire”

Questa, ha aggiunto Di Maio, “sarà una settimana intensa, nei prossimi giorni sarò in Mali, inoltre stiamo lavorando come Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con il coinvolgimento di altri ministeri, a una cabina di regia per attrarre nuovi investimenti in Italia (L'Opinionista)

Su altre fonti

La cosa più corretta che ha detto ieri il premier è che in Libia siamo in un momento “unico”. Anche qui siamo di fatto pedine della nuova guerra fredda e di conflitti voluti e gestiti da altri (Quotidiano del Sud)

Draghi ha espresso “soddisfazione per quel che la Libia fa per i salvataggi” in mare e aggiunge che “il problema non è solo geopolitico ma anche umanitario. Il problema dell’immigrazione per la Libia, ha aggiunto, “non nasce solo sulle coste ma si sviluppa anche sui confini meridionali. (InfoAfrica)

Seguendo le orme di altri leader europei che hanno recentemente incontrato il nuovo governo ad interim libico, il primo ministro Mario Draghi ha tenuto colloqui con il primo ministro Abdelhamid Dabaiba. (Generazione Scuola)

Libia. Draghi vuole riportare l'Italia in partita

E ancora: “Il problema dell’immigrazione per la Libia non nasce solo sulle coste, ma si sviluppa anche ai confini meridionali. Esprimere soddisfazione per il lavoro della Libia su questo fronte – conclude Fratoianni – mi pare francamente inaccettabile. (Farodiroma)

Fino al giorno in cui potremo tornare ad abbracciarci” “Dobbiamo riaprire l’Italia e dobbiamo farlo in sicurezza. (LaPresse)

Per Draghi un compito difficile e impegnativo ma il fatto di essersi mosso prima di Macron fa ben sperare che non si ripetano più gli errori del passato Equilibri quindi non di facile mantenimento, come era del resto prevedibile dopo la guerra civile, quelli disegnarti in Libia da Turchia e Russia. (Avanti!)

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