Bonus Covid, contributi a fondo perduto fino a 25 mila euro in arrivo: chi ne ha diritto

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Proprio in tale ambito interesserà sapere che a breve, in molti, potranno beneficiare di nuovi contributi, con importi fino a 25 mila euro.

Bonus Covid, contributi a fondo perduto fino a 25 mila euro in arrivo: tutto quello che c’è da sapere. Sono vari i cambiamenti con cui ci ritroviamo a dover fare i conti da quando il Covid è entrato a far parte delle nostre esistenze.

Entrando nei dettagli, inoltre, quest’ultimi avranno poi diritto ognuno a un contributo fino a un massimo di 25 mila euro. (ContoCorrenteOnline.it)

Ne parlano anche altri giornali

Il settore della Moda in Sardegna a metà dello scorso anno, registrava 336 attività con ben 273 realtà artigiane; queste ultime offrivano lavoro a 547 addetti. Anche le imprese artigiane della moda della Sardegna potranno usufruire dei 5 milioni a fondo perduto che il Ministero dello Sviluppo ha messo a disposizione del settore. (Corriere Quotidiano)

Giovedì 23 settembre 2021 - 10:29. Sardegna, 5 milioni a fondo perduto per le imprese della moda. Confartigianato, Mise: opportunità anche per le aziende isolane. CONDIVIDI SU:. . . . . . . . . . . Cagliari, 23 set. (askanews)

Il contributo a fondo perduto verrà erogato in via prioritaria (con una dotazione di 20 milioni) a discoteche e simili (codice ATECO 93.29.10), nel limite di 25.000 euro. Per il resto, le risorse (in tutto 140 milioni di euro, nel fondo di cui all’art. (PMI.it)

Erogazione delle agevolazioni. Le agevolazioni prevedono un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese sostenute e ammissibili Il settore della Moda in Sardegna a metà dello scorso anno, registrava 336 attività con ben 273 realtà artigiane; queste ultime offrivano lavoro a 547 addetti. (Corriere dell'Economia)

Erogazione delle agevolazioni. Le agevolazioni prevedono un contributo a fondo perduto fino al 50%. delle spese sostenute e ammissibili Sono questi i numeri del fashion sardo che, poco tempo fa, sono stati. (Casteddu Online)

Le imprese, tra le altre cose, devono avere sede operativa o unità produttiva locale in Sicilia ed aver avuto una riduzione dell’attività economica connessa all’emergenza sanitaria nel periodo maggio/dicembre 2020 rispetto al fatturato del periodo maggio/dicembre 2019. (Quotidiano di Sicilia)

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