Coronavirus, nell’ospedale di Alzano almeno 110 ricoveri per polmoniti da “agente non…

Il Fatto Quotidiano Il Fatto Quotidiano (Interno)

Numeri – pubblicati in anteprima da L’Eco di Bergamo – che retrodatano l’impennata di polmoniti “sconosciute” già allo scorso dicembre.

La progressione mostra come le polmoniti con causa “sconosciuta” siano state 18 a novembre per poi passare alle 40 di dicembre, più del doppio.

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In Val Seriana i medici (soprattutto di base) un forte dubbio ce lo avevano. Dai dati forniti agli inquirenti dall'Ats di Bergamo si evince che già a fine 2019 una quarantina di persone erano ricoverate in ospedale ad Alzano per virus sconosciuti. (la Repubblica)

Avrà come bacino una popolazione di circa 53mila abitanti, dai 18 anni in su. Nembro (Bergamo), 1 luglio 2020 - Prendono il via oggi i test sierologici a tappeto in media Valle Seriana, il territorio della Bergamasca più colpito dall’emergenza Covid-19, la zona dove, il 23 febbraio, è partito il contagio nella nostra provincia con i primi due pazienti risultati positivo al pronto soccorso dell’ospedale di Alzano Lombardo (IL GIORNO)

Sono stati 110 i pazienti con polmoniti di cui non si conosceva la causa ricoverati fra novembre e gennaio scorso all’ospedale di Alzano Lombardo, ora al centro dell’inchiesta della Procura di Bergamo sulla gestione dell’emergenza Covid. (Brescia Oggi)

Numeri – pubblicati in anteprima da L’Eco di Bergamo – che retrodatano l’impennata di polmoniti “sconosciute” già allo scorso dicembre. La progressione mostra come le polmoniti con causa “sconosciuta” siano state 18 a novembre per poi passare alle 40 di dicembre, più del doppio. (Il Fatto Quotidiano)

A riferirlo è 'L'Eco di Bergamo' riportando i dati resi pubblici dall'Ats Bergamo e Asst Bergamo Est su richiesta del consigliere regionale di Azione, Niccolò Carretta. Dal confronto tra i ricoveri del 2019 e quelli del 2018 emerge inoltre che sono state "196 le polmoniti non riconosciute nel 2018, 256 tra gennaio e dicembre 2019". (Adnkronos)

E quegli stessi pezzi che hanno fruttato, stando alle stime, almeno 800mila euro. Auto rubate e smontate in pausa pranzo. Grazie all'installazione di un impianto di videosorveglianza gli inquirenti hanno monitorato giorno dopo giorno gli ingressi all'interno del piazzale dell'autodemolizione, che polizia e procura descrivono come uno dei "principali centri di riciclaggio di auto della Lombardia". (MilanoToday.it)

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