Caso Fedez-Rai, quel segnale di ripresa è diventato urlo

La Stampa CULTURA E SPETTACOLO

Hai un bel dire i social o Zoom, ma essere di nuovo su un palco in diretta davanti a un pubblico che non è quello già tuo, chiuso, di Instagram, è un’altra cosa.

Doveva essere un segnale di ripresa della musica live e che segnale è stato: quello che si è alzato dal palco del concertone del Primo Maggio è stato un vero e proprio urlo.

Già, perché gli artisti, Fedez in testa, erano in una vera e propria crisi di astinenza da pubblico. (La Stampa)

Ne parlano anche altri media

E così oggi in tanti chiedono le dimissioni di chi ha avuto un ruolo in questa storia. “Comprendo l’imbarazzo dei vertici Rai nel rapportarsi con un artista come Fedez ma non prendiamoci in giro perché in ogni ambito della dirigenza pubblica italiana c’è un concreto gap generazionale. (L'HuffPost)

Nel suo monologo Fedez ha spiegato che il contenuto del suo intervento (o almeno una parte) era stato definito "inopportuno" dalla vicedirettrice di Raitre. (Today.it)

Concerto 1 maggio, Salini: "Nessuna censura a Fedez o altri"

A pronunciare la parole sistema nel corso della chiamata a Fedez, proprio dopo essersi presentato, è Massimo Cinque, capo autore del programma Una ricostruzione che viale Mazzini ha smentito ufficialmente, ma che trova riscontro nella chiamata in vivavoce registrata dallo stesso rapper. (Il Fatto Quotidiano)

"In questi tre anni - spiega - ho sempre cercato in tutti i modi di garantire che in Rai fosse assicurata pluralità di voci e di opinioni perché ritengo sia il principale obiettivo della mission di Servizio pubblico. (Adnkronos)

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