“Portate da bere”: Johnson e 100 invitati al Covid party

Il Fatto Quotidiano ESTERI

“Ciao a tutti!

Questo è il testo della mail inviata a più di 100 impiegati dell’ufficio del primo ministro britannico, Boris Johnson, dal suo primo segretario, Martin […]

Dalle 6 portate da bere!”.

Dopo un periodo così impegnativo, abbiamo pensato che sarebbe carino approfittare del bel tempo e farsi un goccetto insieme nel giardino dell’N°10 stasera.

(Il Fatto Quotidiano)

Se ne è parlato anche su altre testate

"So che provano rabbia nei miei confronti per il governo che guido quando pensano che proprio a Downing Street le regole non vengono seguite correttamente dalle persone che le stabiliscono", ha detto Johnson in Parlamento. (Yahoo Finanza)

La mail avrebbe provocato sconcerto anche in diversi membri dello staff di Downing street, visto che solo dodici giorni dopo era previsto un allentamento delle misure di distanziamento. Nuova bufera su Boris Johnson a causa di un party che si sarebbe tenuto nel giardino di Downing street il 20 maggio 2020, in pieno primo lockdown e al quale avrebbero partecipato almeno cento invitati. (ilGiornale.it)

Milano, 13 gen. (LaPresse) – Boris Johnson, all’indomani delle sue scuse alla Camera dei Comuni per il ‘partygate’, affronta appelli alle dimissioni da parte di alti membri del suo partito conservatore per avere partecipato alla festa nel giardino di Downing Street il 20 maggio del 2020, mentre il Regno Unito era in lockdown. (LaPresse)

Farà finalmente la cosa giusta e si dimetterà?" Lo ha detto il leader dei laburisti, Keir Starmer, alla Camera dei Comuni dove Boris Johnson si è scusato per aver partecipato al party a Downing Street durante il lockdown del 2020. (il Giornale)

Cosi' Boris Johnson si e' scusato per l'incontro avvenuto a Downing Street quando il Paese era ancora in lockdown "Signor speaker, devo scusarmi. (Tiscali.it)

So che milioni di persone hanno fatto sacrifici straordinari in questi 18 mesi. E capisco la rabbia che provano nei miei confronti e verso il governo che guido quando pensano che le regole non siano seguite da quelle stesse persone che le fanno». (Ticinonline)

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