Procura: "Smantellata più grande centrale d'Europa di fabbricazione documenti falsi per foreign fighter"

Procura: Smantellata più grande centrale d'Europa di fabbricazione documenti falsi per foreign fighter
La Repubblica INTERNO

Sono sette cittadini dell'est europeo gravemente indiziati di far parte di un'organizzazione transnazionale dedita al traffico di documenti falsi.

"Creavano anche atti di nascita falsi - ha aggiunto Carmine Mele, il dirigente della sezione antiterrorismo della Digos - Avevano il potere di far nascere le persone".

Sono accusate di aver procurato migliaia di documenti falsi, anche per l'attentatore di Vienna del novembre scorso e per foreign fighters, sette persone arrestate dalla Polizia a Milano e in altre città della Lombardia (La Repubblica)

Se ne è parlato anche su altri giornali

Venerdì 11 giugno 2021 - 17:12. Documenti che sarebbero finiti ad almeno trenta soggetti contigui al terrorismo islamico coinvolti in indagini svolte praticamente in tutti i Paesi europei. (askanews)

C'è anche Turko Arsimekov, ceceno di 35 anni arrestato a Varese a novembre e legato a una persona in collegamento con Kujtimi Fejzulai, l'attentatore che a Vienna il 2 novembre ha ucciso 4 persone, tra i 7 destinatari di un'ordinanza in carcere nell'inchiesta della Digos e del pool antiterrorismo di Milano guidato da Alberto Nobili. (ilmattino.it)

I documenti d’identità falsi sarebbero finiti “nelle mani di una pletora di almeno 15 appartenenti a forze terroristiche”. Lo ha spiegato il coordinatore della sezione distrettuale anti terrorismo di Milano Alberto Nobili. (AGI - Agenzia Giornalistica Italia)

Terrorismo: documenti falsi a foreign fighters, 7 arresti a Milano e in Lombardia

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Il ceceno sarebbe stato a capo per anni di una centrale di documenti falsi smistati in tutta Europa Tra loro, Turko Arsimekov (nella foto), ceceno di 35 anni arrestato a Varese a novembre e legato a una persona in collegamento con Kujtimi Fejzulai, l’attentatore che a Vienna il 2 novembre ha ucciso 4 persone. (Quotidiano.net)

Le misure giungono al termine di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo della Procura di Milano e condotta dalla Digos in sinergia con la Direzione Centrale Polizia di Prevenzione. (La Stampa)

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