Nuova trattativa con le Regioni. Ma Draghi incassa l'ok al Recovery

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Con l'ok delle Regioni, l'ultimo ostacolo è superato: il Pnrr ritorna in Consiglio dei ministri per il via libera finale

La prima riunione del Consiglio dei ministri si chiude nel primo pomeriggio, dopo due ore di lavoro, senza l'ok al Pnrr.

L'ultimo intoppo lungo la strada verso Bruxelles, dopo il doppio passaggio in Parlamento, spunta (ieri) sull'istituzione del fondo complementare da circa 30,6 miliardi di euro per finanziare i progetti extra Recovery plan. (ilGiornale.it)

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No, caro Bettini, non cerchi più di sottrarsi all’onda di ridicolo da cui sembrava minacciato con quella storia del complotto contro il suo amico Conte. Le toghe sono ormai divorate dal tarlo della autoreferenzialità che sono riuscite a imporre a tutti gli altri poteri dello Stato. (Policymakermag)

Il Covid-19 picchia ancora duramente e la campagna vaccinale è molto indietro rispetto agli Stati Uniti. Ciò vale anche per la marcia dell’economia: gli Usa nel primo trimestre hanno fatto registrare l’1,7% in più. (Il Sussidiario.net)

La Commissione infatti ha otto settimane per presentare al Consiglio i piani ricevuti per l’approvazione e il Consiglio ha a sua volta quattro settimane per l’approvazione con maggioranza qualificata. Il testo sarà materialmente spedito oggi: una data fortemente difesa dal presidente Mario Draghi, perché consente l’arrivo della prima tranche di fondi già in estate. (La Gazzetta di Modena)

Fossimo al posto del presidente del Consiglio, Mario Draghi, assumeremmo in prima persona la regia delle politiche per il Sud. Peraltro, Draghi ha già scelto il suo aiuto regista, colui che, direbbe Henry Kissinger, risponde sempre al telefono se qualcuno lo chiama. (La Gazzetta del Mezzogiorno)

Quel che è da vedere se e per quanto tempo sarà disposta l’Italia a riconoscersi in Draghi. Nel senso che il sostegno dei partiti sarà pronto a venirne a meno, allorché l’ambizioso piano di Draghi incontrasse difficoltà lungo il cammino. (Gazzetta di Parma)

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