Lecco, in Technoprobe La ricetta per lo smart working

La Provincia di Lecco INTERNO

I responsabili del team con procedura informatica definiscono le presenze in funzione di una percentuale concordata».

Lecco, in Technoprobe La ricetta per lo smart working L’azienda sta rendendo strutturale la presenza di 270 persone al lavoro da remoto: «Da marzo ’20 non sono più rientrati cento progettisti». «Anche nello smart working avere un piano fa la differenza».

Il risultato ottenuto da Technoprobe è una risposta indiretta a quanto emerge dalla ricerca sul lavoro agile realizzata dalla Fondazione dei consulenti del lavoro da cui emergono i vantaggi ma anche le diverse difficoltà che in Italia ostacolano la messa in campo dello smart working. (La Provincia di Lecco)

Ne parlano anche altri media

L’obiettivo è far tesoro dell’esperienza maturata durante la pandemia per consentire soprattutto alle persone più fragili di poter utilizzare il telelavoro. Da lunedì 3 maggio una buona parte dei circa 10 mila dipendenti pubblici che lavora da casa si prepara a rientrare in ufficio. (Il Messaggero Veneto)

Ricordando sempre che la PA non esiste in sé per dare uno stipendio a 3,2 milioni di dipendenti pubblici, ma esiste per fornire servizi a 60 milioni di italiani. Il ministro della PA, Renato Brunetta, ci ha tenuto ad evidenziarlo intervenendo all’evento online “Il cambiamento della PA”, promosso dal Dipartimento di Scienze sociali e politiche dell’Università Bocconi. (corrierecomunicazioni.it)

In secondo luogo, l’incremento parallelo delle attività di cura non retribuita e del tempo a esse dedicato. Una scelta obbligata, in un sistema che attribuisce alle donne (che siano lavoratrici o meno) l’intero carico delle attività di cura non retribuita (Il Riformista)

Dl sostegni: da REM a smart working, la bozza

Offre la possibilità di utilizzare lo smart working fino a un massimo del 15 per cento, valutando però l’efficienza, l’efficacia e la soddisfazione del servizio. «Se in un ufficio lavorano due o tre persone è probabile che qualcuno resti in smart working» (Il Messaggero Veneto)

Ansa. Ma oltre a cancellare la soglia minima del 50% prevista durante l'emergenza, il decreto smonta anche le regole a regime: dal 2022 con l'adozione dei Piani organizzativi per il lavoro agile - i cosiddetti Pola - infatti, non sarà più obbligatorio riprogrammare a casa il 60% delle attività che si possono svolgere da remoto (Sky Tg24 )

Lo prevede la bozza dove si legge che non verrà richiesta la “compartecipazione alla spesa da parte dell’assistito, per un periodo di anni due” Un altro articolo della bozza proroga a tutto il 2021 il blocco del pagamento del canone per l’occupazione del suolo pubblico. (QuiFinanza)

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