Iran, aperta inchiesta su Cecilia Sala: "Ha violato nostre leggi, no legami con arresto Abedini, Italia non si faccia influenzare da Usa"
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Il caso della giornalista italiana Cecilia Sala, arrestata il 19 dicembre scorso a Teheran, continua a suscitare dibattiti tra Italia e Iran. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha precisato che l’arresto di Sala non è in alcun modo collegato alla detenzione di Mohammad Abedini Najafabadi, cittadino iraniano fermato in Italia il 16 dicembre, all'aeroporto di Malpensa, su richiesta degli Stati Uniti. (Il Giornale d'Italia)
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SERVIZI SEGRETI ITALIANI, BELLONI SI DIMETTE. L’Iran ha arrestato la giornalista italiana Cecilia Sala il 19 dicembre, accusandola in modo generico di aver violato “le leggi islamiche” del Paese, in risposta alla cattura, su invito americano, dell’ingegnere iraniano Abedini, fermato all’aeroporto Malpensa qualche giorno prima. (Il Fatto Quotidiano)
L’inchiesta su Cecilia Sala L'inchiesta su Cecilia Sala (Virgilio Notizie)
Negli scorsi giorni la premier Giorgia Meloni aveva fatto visita al neo eletto presidente americano Donald Trump anche per cercare un appoggio sulle trattative per riportare la reporter in Italia . Lo ha ribadito la portavoce del governo della Repubblica islamica, Fatemeh Mohajerani, durante un punto stampa. (La Stampa)
Il caso di Cecilia Sala è oggetto di inchiesta e nulla ha a che fare con quello di Mohammad Abedini Najafabadi, l’ingegnere iraniano arrestato a Malpensa su mandato Usa per l'accusa di esportazione di tecnologia sensibile statunitense in Iran e violazione delle sanzioni statunitensi. (L'Unione Sarda.it)
– L'arresto della giornalista Cecillia Sala non ha legami con l'arresto in Italia del cittadino iraniano Mohammad Abedini Najafabadi su mandato americano, per l'accusa di esportazione di tecnologia sensibile statunitense in Iran e violazione delle sanzioni statunitensi. (QUOTIDIANO NAZIONALE)
Le interlocuzioni, ha scritto l’ANSA, come sempre avviene in questi casi, hanno molteplici piani. La sua iniziativa non è stata l’unica. (Corriere del Ticino)