La sindrome cinese può far paura, ma Evergrande non è la nuova Lehman Da FinanciaLounge

Investing.com ECONOMIA

Per HNA è stata fatale la pandemia, visto che era investita moltissimo in linee aree e alberghiero.

Per Evergrande è stata la corsa dei cinesi all’investimento immobiliare, che assorbe il 40% dei risparmi e spinge a lanciarsi in piani di sviluppo poco sostenibili.

La sindrome cinese può far paura, ma Evergrande non è la nuova Lehman. Le recenti tensioni geopolitiche si sono sommate alla stretta regolatoria di Pechino e causano fibrillazioni. (Investing.com)

Su altre testate

Anche oggi si parla di un rischio stagflazione per Pechino. Ritornando al 2008, le discussioni della Fed erano monopolizzate dal rischio inflazione: all’argomento venne dedicato nelle riunioni in media l’84% del tempo. (Il Sole 24 ORE)

Ma anche se l’eventuale crac non contagerà i mercati globali, non tutti i suoi rischi sono noti. La gestione di questa crisi […] (Il Fatto Quotidiano)

Evergrande ha accumulato ingenti debiti nell’ultimo decennio, mentre si espandeva nel mercato immobiliare cinese, alimentando una crisi finanziaria che ormai minaccia l’intero settore. Ma adesso sembra che il rischio di un vero e proprio collasso e di un’esplosione della bolla immobiliare cinese sulla falsariga del disastro americano di qualche anno fa, non si possa più evitare. (L'HuffPost)

Il titolo Everegrande ha chiuso in calo di oltre il 10%, sui valori più bassi di oltre un decennio. Comincia male la settimana dei mercati stretti tra il collasso del gruppo immobiliare cinese Evergrande e le attese per possibili nuove mosse della banca centrale statunitense. (Il Fatto Quotidiano)

Anche perché la correzione degli squilibri economici e finanziari interni alla Cina può sovrapporsi a tensioni geopolitiche, con gli americani che stanno spostando dall’Atlantico al Pacifico il presidio dei meccanismi di difesa. (Yahoo Finanza)

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