Mps-Unicredit, i sindacati: “La priorità è di non liquidare la banca. I dipendenti meritano rispetto”

RadioSienaTv ECONOMIA

L’uscita dello Stato deve avvenire gradualmente e deve contemplare sia la tutela dell’occupazione che l’integrità dell’intero perimetro aziendale.

La priorità è di non liquidare il quarto polo bancario italiano, rendendo effettiva la perdita sugli investimenti erogati per il rilancio di MPS.

I dipendenti di MPS, i soli cui va il merito della continuità della banca sul mercato, meritano rispetto.

Respingiamo ogni ipotesi di divisione della struttura attuale del Gruppo che comporti impatti traumatici e ricadute non gestibili all’insegna della sostenibilità”

Ribadiamo quindi la necessità dell’apertura di un tavolo di confronto con le parti istituzionali. (RadioSienaTv)

Se ne è parlato anche su altri media

È indispensabile che il Parlamento venga coinvolto nelle sue sedi opportune”, dicono in una nota congiunta le presidenti dei gruppi Pd di Camera e Senato, Debora Serracchiani e Simona Malpezzi. Anche FI non nasconde il suo disappunto: “Forza Italia è il partito che a livello locale e nazionale per primo si è occupato di questo tema, anche quando nessuno osava parlarne. (EOS Sistemi avanzati scrl)

Nel progetto di vendita di Mps a Unicredit che sta preparando l’amministratore delegato di quest’ultima, Andrea Orcel, ci sarebbe infatti l’uscita di 5 o 6 mila dipendenti, tra pensionamenti e prepensionamenti. (Il Manifesto)

ra che l'acquisizione della maggior parte degli assets di Mps da parte di Unicredit è più vicina, gli occhi degli investitori sono puntati su Banco Bpm. Del Vecchio, poi, è anche il primo socio italiano di Unicredit, ma per ora non si è espresso sulla mossa di Orcel. (Yahoo Notizie)

"La potenziale acquisizione ha come fondamento il significativo valore delle attività commerciali di Mps che consentirebbe di rafforzare il posizionamento competitivo di Unicredit in Italia, consentendo sinergie strategiche". (LA NAZIONE)

Fatti, numeri e previsioni. Quanto costerà di nuovo Mps allo Stato – tra interventi diretti e indiretti – nel caso lo spezzatino del Monte (senza Npl e cause legali) sia davvero cucinato in casa Unicredit con l’accordo del ministero dell’Economia? Ovviamente tutti a carico dello Stato. (Startmag Web magazine)

E il tema è quanto delicato e suscettibile di alterare equilibri già assai precari: il futuro del Monte dei Paschi di Siena. Così Giani ha risposto ai cronisti che gli chiedevano una valutazione sull'apertura della trattativa da parte di UniCredit per l'acquisto di un perimetro definito di Banca Mps. (La Repubblica Firenze.it)

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