7 aprile. Il genocidio del Rwanda e la figura di Pierantonio Costa – www.caserta24ore.it

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Ho fatto prima di tutto il mio dovere.

Per la prima volta in vita mia ho visto una massa di bambini con la paura negli occhi.

Mi sarei vestito sempre allo stesso modo per essere riconoscibile: pantaloni scuri, camicia azzurra, giacca grigia. (Caserta24ore IlMezzogiorno Quotidiano)

Ne parlano anche altre fonti

Il 7 aprile si ricorda uno dei peggiori orrori del Novecento: il Genocidio contro i Tutsi in Rwanda. Quella commemorazione, tuttavia, riguarda tutti noi perché, come ha ricordato Gaël Faye due anni fa, in occasione del 25° Kwibuka, «Il genocidio comincia a scuola, nei media, nella cultura. (Focus on Africa)

Dopo la conquista, l’area fu spartita fra Gran Bretagna (Kenya e Uganda), Belgio (Congo) e Germania (Ruanda e Burundi). Dopo oltre due mesi di efferati massacri e barbarie di ogni tipo , il 4 luglio Paul Kagame, a capo dell’esercito FPR, entrò a Kigali ed il 16 luglio venne dichiarata ufficialmente finita la guerra (Il Faro Online)

Tra i sopravvissuti si contano 250 mila donne violentate, 80 mila vedove e più di 300 mila orfani. La violenza esplose all’improvviso, da un giorno all’altro, e pervase ogni strada e ogni casa. (Save the Children Italia)

7 aprile. Il genocidio dei tutsi in Rwanda

In 100 giorni vennero massacrate più di 1 milione di persone a causa di una guerra fratricida in . In 100 giorni vennero massacrate più di 1 milione di persone a causa di una guerra fratricida in . (Zazoom Blog)

Per la prima volta in vita mia ho visto una massa di bambini con la paura negli occhi. Ho fatto prima di tutto il mio dovere. (La Valle Dei Templi)

Erano giovani, vecchi, bambini, donne le vittime massacrate e torturate senza alcuna pietà dagli hutu, appartenevano alla tribù dei tutsi ma anche al ceto moderato degli stessi hutu. Mi sarei vestito sempre allo stesso modo per essere riconoscibile: pantaloni scuri, camicia azzurra, giacca grigia. (AbitareaRoma)

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