“Chat di Armanna acquisite illegittimamente: ecco perché non finirono nel processo Eni Nigeria”

“Chat di Armanna acquisite illegittimamente: ecco perché non finirono nel processo Eni Nigeria”
Il Fatto Quotidiano INTERNO

Armanna, ex manager licenziato dalla compagnia petrolifera italiana, è poi diventato grande accusatore e valorizzato per le sue dichiarazioni dai pm.

Da quello che trapela dalle agenzie di stampa, infine, tra l’aggiunto De Pasquale e il pm Storari non ci sarebbe stata mai un’interlocuzione verbale su questi temi e nemmeno un vero scontro

Le critiche dei due pm, a quanto si è appreso, hanno riguardato soprattutto la “legittimità procedurale” nell’acquisizione di quelle chat nell’inchiesta sul ‘falso complotto‘ da parte di Storari. (Il Fatto Quotidiano)

Su altri giornali

Agli atti dell’inchiesta bresciana ci sono le mail inviate dal pm Storari ai vertici dell’ufficio, in particolare tra gli ultimi mesi del 2020 e l’inizio del 2021 Processo Eni, il falso complotto. Il pm, interrogato a maggio a Brescia, avrebbe messo nero su bianco che sentire ancora a verbale l’ex dirigente sarebbe stato dannoso per le indagini sul ‘falso complotto Eni’, di cui era titolare assieme all’aggiunto Laura Pedio. (Imola Oggi)

La procura di Brescia è l'ufficio delegato a indagare sui magistrati del distretto di Corte d'Appello di Milano. Logo di Eni presso una stazione di servizio nel quartiere Eur a Roma, con la sede centrale dell'azienda sullo sfondo. (Investing.com)

La notizia è che il procuratore aggiunto di Milano Fabio De Pasquale e il pm Sergio Spadaro sono indagati dalla Procura di Brescia con l’ipotesi di rifiuto d’atti d’ufficio in relazione al processo Eni/Shell-Nigeria (Zone D'Ombra)

PROCESSO ENI/ E pm screditati, i tre "silenzi" che affondano la giustizia

(Reuters) - Il procuratore aggiunto di Milano Fabio De Pasquale e il pm Sergio Spadaro, titolari dell'inchiesta e poi pubblici ministeri del processo Eni -Shell Nigeria, sono indagati per omissione d'atti d'ufficio dalla procura di Brescia. (Yahoo Finanza)

Tale decisione processuale, se portata a compimento, afferma ancora il Tribunale «avrebbe avuto quale effetto la sottrazione alla conoscenza delle difese e del Tribunale di un dato processuale di estrema rilevanza». (Il Sussidiario.net)

Non risulta che nessuno dei tre abbia azzardato un commento sulle vicende che demoliscono la credibilità delle toghe. Chissà se, dopo le indagini di Brescia, verranno aggiunti anche gli scandali e le ipotesi di reato tra gli elementi che screditano la giustizia italiana (Il Sussidiario.net)

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