La minaccia delle milizie sciite: «Voto truccato, reagiremo» | il manifesto

La minaccia delle milizie sciite: «Voto truccato, reagiremo» | il manifesto
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Forse è per evitare «incidenti» simili che ieri il premier iracheno al-Kadhimi ha personalmente supervisionato la consegna delle urne alla Commissione elettorale.

Dopotutto le accuse di brogli sono già state sollevate.

Ma da chi finora ha gestito manu militari il paese: le milizie sciite filo-iraniane

Dovevano essere ricontate, insieme ad altre 10 milioni di schede, a seguito di denunce di brogli. (Il Manifesto)

Ne parlano anche altri giornali

In calo l'Alleanza per lo stato di diritto dell'ex premier Nouri al-Maliki, che avrebbe ottenuto 37 seggi. Il blocco di partiti guidato dal leader religioso sciita Moqtada al-Sadr ha rivendicato la vittoria alle elezioni di ieri in Iraq, contrassegnate da un elevato tasso di astensionismo. (AGI - Agenzia Italia)

Ma nel 2011, all’inizio del ritiro di larga parte dell’esercito americano, ancora al Sadr cominciò ad aprire ai partiti di maggioranza. Sono comunque in tanti a sostenere che al Sadr abbia ormai maturato le qualità di negoziatore pragmatico disposto al dialogo con i nemici di ieri. (Corriere della Sera)

Al-Sadr dovrà affrontare la feroce concorrenza dei rivali politici sciiti e degli estremisti filo-Iran che desiderano portare il paese in un’orbita più stretta a Teheran Ciò significa che il gruppo peserà parecchio nella formazione del nuovo governo e nella nomina del futuro premier. (Come Don Chisciotte)

Iraq, il leader sciita al Sadr vola alle elezioni. Bassa affluenza e un parlamento «spezzatino» in vista

Un po’ come in Iran, dove dicono: noi ce ne stiamo buoni, voi firmate però gli accordi Ma è lo stesso modello di quanto è successo in Afghanistan, dove i talebani hanno detto “non faremo più attentati” e gli americani hanno risposto “va bene, allora ce ne andiamo”. (Il Sussidiario.net)

I risultati parziali delle elezioni legislative in Iraq sanciscono il consolidamento delle elite populiste al potere da più di un decennio. L’affluenza alle urne ha segnato il record negativo di tutta l’era post-Saddam: 41% (nel 2018 era stata del 44%) (L'HuffPost)

In quell’occasione si levarono grandi proteste per tutto il Paese, a favore delle quali si schierò proprio il vincitore di oggi al Sadr. Alcuni addirittura contestano che nove milioni abbiano effettivamente votato, date le strade per lo più vuote in gran parte della nazione durante il giorno delle elezioni. (La Gazzetta di Mantova)

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