Italia-Afghanistan, ultimo atto Il Tricolore non sventola più

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Era il gennaio del 2002 quando i primi soldati italiani sono giunti a Kabul.

Da qui sono passati 50mila soldati italiani, uomini e donne che hanno fatto il possibile, e oltre.

Diciannove anni e 5 mesi dopo dopo le illusioni sono. dall’inviato. Alessandro Farruggia. HERAT (Afghanistan). Afghanistan, addio.

Abbiamo addestrato 20mila soldati afghani, realizzato 2.300 progetti di cooperazione, abbiamo lavorato per migliore l’accesso all’istruzione e la condizione delle donne

(Quotidiano.net)

Se ne è parlato anche su altre testate

Afghanistan, lo schiaffo degli Emirati all'Italia: festa rovinata per l'ammaina bandiera dopo 20 anni di missione dal nostro inviato Paolo Brera. L'aereo dell'Aeronautica militare atteso alle 9.30 locali ad Herat è stato costretto dal governo di Abu Dhabi a fare marcia indietro e ad atterrare in Arabia Saudita. (La Repubblica)

Quindi “la Nato continuerà ad essere impegnata in Afghanistan, ma in un modo diverso”, ha detto Come ha ricordato ieri Fausto Biloslavo su il Giornale “in Afghanistan non abbiamo vinto e l’ammaina bandiera ad Herat assomiglia molto ad una sconfitta semi nascosta e mascherata da orgogliosi discorsi ufficiali. (Analisi Difesa)

«Nel pensare al ritiro dei militari italiani dalla missione in Afghanistan, da pastore, sento di manifestare loro una profonda gratitudine – commenta l’arcivescovo Santo Marcianò, Ordinario militare per l’Italia -. (Romasette.it)

Termina la missione militare italiana in Afghanistan

Alla cerimonia di ammaina bandiera nell’hangar dell’aeroporto di Herat il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, si è scusato con i giornalisti per l’inconveniente del blocco del volo militare Farnesina convoca ambasciatore Emirati Arabi. (Adnkronos)

Ma quella terra per l'Italia ha voluto dire molto di più, perché in due decenni i nostri militari sono riusciti a entrare nel cuore degli abitanti della terra degli aquiloni. Mentre restano lì quei nomi impressi sulla sabbia fine come cipria: David, Francesco, Manuele, Michele, Tiziano e tutti gli altri. (il Giornale)

Lo ha detto il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, a Herat, in occasione della cerimonia per la conclusione della presenza militare italiana nel quadro della missione Nato Resolute Support (il Fatto Nisseno)

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