Scoperto un nuovo malware sui Mac M1

Scoperto un nuovo malware sui Mac M1
SlideToMac - Il blog italiano su Mac e OSX SCIENZA E TECNOLOGIA

Questa analisi aiuta a trovare più famiglie di malware per macOS utilizzando i bucket S3 per la distribuzione.

Il primo malware in grado di funzionare in modo nativo sui Mac M1 era invece stato scoperto alcuni giorni fa

Dopo aver osservato il malware per oltre una settimana, tuttavia, Red Canary non ha ancora scovato il payload finale, quindi l’esatta minaccia rappresentata dal malware rimane un mistero. (SlideToMac - Il blog italiano su Mac e OSX)

Ne parlano anche altri giornali

Dalla versione per i Mac con i chip del vecchio fornitore salta fuori una finestra vuota con il messaggio “Hello, World!”. I ricercatori di Malwarebytes e Red Canary l’hanno già individuato dentro circa 30mila Mac, i computer di Apple senza distinzione fra laptop e fissi. (La Repubblica)

Si stima che il malware Silver Sparrow avrebbe infettato circa 30.000 Mac in tutto il mondo, ma secondo altri esperti di sicurezza Mac il numero reale è senza dubbio molto più grande. Questa versione di Silver Sparrow crea i seguenti file:. (macitynet.it)

Insomma, un’ennesima dimostrazione di quanto sia falso il luogo comune che i Mac siano esenti da minacce, compresi quelli di nuova generazione Questa nebbia di incertezza non fa altro che aumentare l’attenzione per una minaccia già individuata in oltre 30000 Mac in Europa e Nord America soprattutto. (wired.it)

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Da qui l’allarme lanciato da Red Canary anche se per il momento questo malware si sta diffondendo rimanendo dormiente. (macitynet.it)

A riferirlo è il sito Macrumors spiegando di avere avuto modo di vedere la nota inviata ai centri di assistenza. Il problema dei quadratini rosa non è l’unico legato alla gestione dei display; alcuni utenti segnalano inconvenienti con le connessioni USB-C con alcune risoluzioni non disponibili usando monitor ultrawide o super-ultrawide (macitynet.it)

Conosciamo bene l’attenzione che Apple da sempre mette nella sicurezza dei suoi dispositivi. A partire dalla crittografia dei messaggi, introdotta nel 2010 in iMessage, per proseguire coi sensori biometrici del TouchID e il FaceUnlock, anche l’utente meno consapevole si trova sempre più a proteggere i suoi dati. (SmartWorld)

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