Palermo, infermiera arrestata e l’intera famiglia no vax

Livesicilia.it INTERNO

– La storia dell’infermiera finita agli arresti domiciliari si intreccia con quella di un’intera famiglia palermitana no vax.

Giorgia Camarda ha simulato la vaccinazione anti Covid per una coppia di coniugi.

Le immagini smascherano la messinscena di Camarda: l’infermiera scarica il contenuto della siringa su una garza prima di infilzare l’ago sul braccio dei coniugi.

A concordare l’appuntamento per loro era stata Anna Maria Lo Brano, l’infermiera arrestata lo scorso dicembre per corruzione, falso e peculato. (Livesicilia.it)

Su altri giornali

Che Camarda avesse a sua volta buttato il medicinale anziché iniettarlo almeno in due casi è emerso invece dalla confessione di Lo Brano. In questo caso, parlando con la madre, questa mi aveva riferito che le due ragazze avevano paura di effettuare il vaccino. (PalermoToday)

L’inchiesta della Procura di Palermo sulle finte vaccinazioni, che ha portato all’arresto di due infermiere, un capopolo dei no vax e un commerciante, prosegue e punta ad un livello superiore. – Non c’è solo la paura di vaccinarsi. (Livesicilia.it)

Tra questi figurava anche un famoso leader del movimento no-vax, che ora si trova in carcere. Fingeva di somministrare il vaccino anti-Covid a due coniugi no-vax durante un turno di servizio. (Periodico Italiano)

Ci sarà un processo e, visto che qualcuno ha già ammesso le sue colpe, ci saranno probabilmente delle condanne. Questa considerazione s'impone dinanzi all'inchiesta sul personale sanitario accusato di avere simulato le vaccinazioni per incassare una contropartita in denaro dai finti immunizzati. (La Repubblica)

Purtroppo, la prosecuzione delle attività investigative dimostra che un irresponsabile mercimonio della professione sanitaria sembrerebbe più diffuso di quanto si potesse pensare" (La Repubblica)

La Digos di Palermo ha arrestato una infermiera dell’hub vaccinale Fiera del Mediterraneo per falso ideologico e peculato. Nelle scorse settimane era finita ai domiciliari un’altra infermiera. (La Gazzetta di Reggio)

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