Putin «pronto a trattare la tregua» in Ucraina: ma lui tace. E la propaganda replica a Trump: «Da lui solo un'esibizione muscolare»

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Corriere della Sera ESTERI

«Con noi punzecchia, ma con l’Ucraina picchia». Mosca non crede alle lacrime, come in quel vecchio film, ma neppure alle minacce di Donald Trump. La corrispondenza d’amorosi sensi tra il presidente americano e il Cremlino è andata ormai oltre, trascurando anche la naturale riluttanza del popolo russo a fidarsi degli Usa. La successione delle dichiarazioni di ieri ha una sua logica apparente. Trump scrive sul suo account social di essere pronto a sanzionare la Russia che continua imperterrita a bombardare l’Ucraina. (Corriere della Sera)

Su altre testate

A poche ore di distanza dall’intesa tra Stati Uniti e Ucraina, raggiunta l’11 marzo in Arabia Saudita su una proposta di tregua di 30 giorni, il presidente americano Donald Trump va in pressing su Vladimir Putin perché accetti la tregua di un mese in Ucraina negoziata dagli Stati Uniti con Kiev nell’incontro di Gedda. (Milano Finanza)

Trump: “Parlerò con Putin, spero che accetti anche lui il cessate il fuoco” (L'Unione Sarda.it)

"Abbiamo avuto un grande successo ieri (11 marzo, ndr), abbiamo un cessate il fuoco completo, se entra in vigore, ma dobbiamo vedere, ora tocca alla Russia. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che i negoziatori si stanno dirigendo in Russia "proprio ora" per i colloqui su un possibile cessate il fuoco con l'Ucraina, dopo che Kiev ha accettato una tregua di 30 giorni. (il Dolomiti)

“È decisamente scioccante perché va in completa rottura con la tradizione. Rappresenta un mondo di valori, sentimenti e percezioni che non sono quelli europei o delle democrazie. Ma ciò non significa che questa tattica negoziale sia sbagliata. (RSI Radiotelevisione svizzera)