Dieci miliardi di consumi persi, il ibilancio di un anno di Covid di Confcommercio Torino

Dieci miliardi di consumi persi, il ibilancio di un anno di Covid di Confcommercio Torino
La Repubblica ECONOMIA

E' nero il bilancio di un anno di pandemia per Confesercenti Torino che traccia la fotografia dei vari settori commerciali a 12 mesi dai primi casi di Covid in Piemonte.

La resistenza delle imprese però è al limite – avverte - o cambia davvero qualcosa, o il 2021 sarà l’anno della resa»

Anche guardando alla cassa integrazione si comprende bene la difficoltà del settore: commercio e turismo da soli hanno assorbito 6 ore su 10 sul totale di quelle concesse complessivamente in Piemonte. (La Repubblica)

Se ne è parlato anche su altri media

Al di fuori del centro storico la tendenza è positiva con il passaggio da 195 imprese del 2012 a 199 del 2020 (198 nel 2018). Quindi, città con meno negozi, meno attività ricettive e di ristorazione e solo farmacie e informatica e comunicazioni in controtendenza col segno più. (Vivere Pesaro)

Il Presidente di Confcommercio Lazio e Componente della Giunta Nazionale di Confcommercio Giovanni Acampora chiede al Presidente della Regione Lazio di considerare la necessità di dover allargare la somministrazione anche alle imprese del commercio e del turismo. (TG24.info)

Questo vuol dire che ci sono ancora condizioni di crescita possibili", commenta Leo Carriera, direttore Confcommercio Bari-Bat. "Ci troviamo di fronte ad una grande sfida, soprattutto al Sud: fermare la desertificazione commerciale delle nostre città. (TraniViva)

Il Bounty è Bottega Storica ed entra nel progetto di valorizzazione di Confcommercio

Lo guida Alessandro Lupi che avrà al suo fianco, come vicepresidente, Emiliano Bruno. L’attenzione di Confcommercio è stata costante e non si è mai interrotto il confronto con chi, oggi, è entrato nel direttivo (Cremonaoggi)

Fuori dal centro storico stesso trend: 577 imprese del comparto ricettività-ristorazione nel 2012, 593 nel 2018, 591 nel 2020. Anche prima del Covid il tessuto commerciale dei centri storici stava cambiando, a causa principalmente del cambiamento di modello dei consumi. (Umbria Journal il sito degli umbri)

È salpato nel lontano 1967 e negli anni è diventato un’icona del divertimento conosciuto, apprezzato e anche copiato, in Italia e non solo. “Il Bounty non è solo un locale storico – dice il presidente di Confcommercio della provincia di Rimini, Gianni Indino -, è una garanzia di eccellenza nella metodologia di gestione e nei prodotti utilizzati (RiminiToday)

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