Consiglio NATO-Russia: stallo armato

Consiglio NATO-Russia: stallo armato
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ISPI ESTERI

Ma tra gli Stati membri si conferma quell’ambiguità di posizioni su Mosca che inevitabilmente mina l’ambizione di “parlare con una voce sola”

Non solo: con i suoi atteggiamenti aggressivi, Mosca rischia di spingere Svezia e Finlandia proprio nelle braccia della Nato.

Stati Uniti e alleati non possono accettare un salto indietro nel tempo, all’epoca delle “sfere di influenza”, e così minacciano nuove massicce sanzioni economiche in caso di mancata de-escalation. (ISPI)

Su altre fonti

La diplomazia russa attende dunque segnali di apertura da parte di Washington, anche l’ambasciatore russo negli Usa, Anatoliy Antonov, ha riferito che “Mosca si aspetta risposte scritte in merito a questioni così significative che riguardano la sicurezza in Europa, vogliamo proposte ragionate e non dichiarazioni populiste”, ha concluso Antonov. (Farodiroma)

Ancora Stoltenberg: “Non è l’Ucraina che minaccia la Russia, ma il contrario: è Mosca che l’ha aggredita. Dialogo tra sordi, ma dialogo resta. (L'HuffPost)

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Il Consiglio NATO-Russia non è andato come Mosca sperava

Ecco come andò. di Enrico Franceschini. Da sinistra: il viceministro della Difesa russo Aleksandr Fomin, il viceministro degli Esteri russo Aleksandr Grushko e il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg a Bruxelles per la riunione del Consiglio Russia-Nato (reuters). (La Repubblica)

I russi vorrebbero invece un accordo vincolante che impedisca l'allargamento della Nato Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in una intervista a Repubblica, ammette che i tre vertici che si sono susseguiti in questa settimana con i delegati di Mosca, non hanno prodotto passi avanti: “Siamo molto distanti. (9 colonne)

l Consiglio NATO-Russia non è andato come Mosca sperava: l'Alleanza atlantica ha di fatto respinto le richieste del Cremlino di avere «garanzie legali» su un eventuale allargamento. Nel campo russo la delusione è palese: il viceministro degli Esteri Alexander Grushko ha dichiarato che la situazione del controllo degli armamenti in Europa è «completamente degradata» e che Mosca e NATO «non hanno affatto un'agenda comune positiva» (Ticinonline)

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