“Li hanno lasciati morire”. Dopo trent’anni la strage del Moby Prince è ancora senza colpevoli

“Li hanno lasciati morire”. Dopo trent’anni la strage del Moby Prince è ancora senza colpevoli
L'Espresso INTERNO

È stato dopo la pubblicazione delle 492 pagine di relazione dalla “Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause del disastro del traghetto Moby Prince”.

Tutte le imbarcazioni partite spontaneamente da Livorno andarono sulla petroliera che nulla fece per indirizzarle sul traghetto, «una bettolina».

Perizie nuove, quasi 70 audizioni, carte mai lette prima hanno smontato una verità basata sull’inchiesta sommaria svolta da chi era indagato, la Capitaneria. (L'Espresso)

Ne parlano anche altri media

Nell’incidente all’uscita del porto di Livorno morirono tra gli altri quattro marittimi di Pizzo e due di Parghelia. Iniziativa online del sindacato di categoria. Quattro erano di Pizzo: Rocco Averta, Antonio Avolio, Francesco Esposito e Giulio Timpano; tre di Siderno: Luciano Barbaro, Francesco Crupi e Antonio Rodi; uno di Santa Sofia D’Aspromonte: Nicodemo Baffa; uno di Taurianova: Carlo Vigliani; due di Parghelia: Francesco Mazzitelli e il cognato Francesco Tumeo. (Il Vibonese)

– Il 10 aprile ricorre il trentennale della sciagura del “Moby Prince”, il traghetto che il 10 aprile del 1991 entrò in collisione con la petroliera Agip Abruzzo al largo del porto di Livorno prendendo fuoco. (Riviera Oggi)

L’impegno dei familiari delle vittime del Moby Prince riuniti in due associazioni. Livorno – Non ci sono più dubbi la notte tra il 10 e l’11 aprile 1991 sul traghetto “Moby Prince” si consumò una strage, non una tragedia del mare. (Positanonews)

Moby Prince, 30 anni di misteri: 140 morti e nessun colpevole

Cosa accadde la notte del 10 aprile 1991 , quando il traghetto Moby Prince , appena partito dal porto di Livorno e diretto a Olbia , dopo poche miglia finì contro una petroliera di Stato, la Agip Abruzzo ? Quali sono le ultime novità sulla verità di quella notte? Cosa si è scoperto negli ultimi anni? Cosa resta da scoprire? Su cosa deve indagare la nuova commissione d’inchiesta in Parlamento? Cosa raccontano gli strani patti assicurativi tra le due compagnie navali? A trent’anni di distanza la strage del Moby Prince, in cui morirono 140 tra passeggeri e membri dell’equipaggio, resta ancora senza responsabili e le sue cause avvolte nel mistero. (Il Fatto Quotidiano)

I familiari delle vittime del Moby Prince si sono costituiti in due associazioni, entrambe continuano a chiedere che sia fatta luce su quanto è successo. In quella tragedia che è il più grave incidente marittimo avvenuto in acque italiane, persero la vita anche 5 montebellunesi e due volpaghesi. (Qdpnews)

E trentanni dopo il più grande disastro della marineria italiana non c’è neppure un colpevole. È stato accertato che la nebbia non c’era, che il comandante del Moby Prince Ugo Chessa, morto in plancia, non ha commesso errori. (leggo.it)

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