Covid, con il vaccino sintomi attenuati anche con le varianti. Uno studio lo conferma

Quotidiano online ECONOMIA

“Il test di identificazione rapida delle varianti – spiega Claudio Giorlandino, direttore scientifico del Centro – ha identificato le mutazioni della proteina S del lineage brasiliano.

L’ulteriore analisi di conferma eseguita con sequenziamento completo del genoma virale ha confermato la presenza della variante.

Solo tre giorni dopo il primo tampone positivo il paziente ha riportato lievi sintomi come mal di testa e sintomi influenzali che si sono risolti in due giorni senza ausilio farmacologico

– Il vaccino contro il virus Sars-CoV-2 non blocca completamente l’infezione, soprattutto in caso di varianti, ma è in grado di attenuare la sintomatologia, in particolare negli anziani, tra i quali è spesso grave. (Quotidiano online)

Ne parlano anche altre fonti

Covid: ai 40enni toccherà il vaccino Pfizer. Condividi su:. Da lunedì le regioni italiane potranno aprire alle vaccinazioni degli over 40, e chi è nato dal 1972 al 1981 sarà vaccinato con Pfizer. Di sicuro in Sicilia, come ha anticipato il commissario straordinario all’emergenza covid a Palermo, Renato Costa, ma dovrebbe essere così anche nel resto d’Italia. (RagusaOggi)

LEGGI ANCHE. Pfizer: «Non è necessario un adattamento del vaccino contro le varianti». LEGGI ANCHE. Quali sono dunque i principali effetti collaterali del vaccino Pfizer e cosa contiene il farmaco? (Vanity Fair Italia)

Da lunedì 17 maggio chi ha tra i 40 e i 49 anni potrà scegliere Pfizer o Moderna Da 50 a 60 anni Pfizer o Moderna. (AMnotizie.it)

Lo conferma anche la nostra Supermedia, da cui ormai ogni settimana è possibile cogliere alcuni elementi di discontinuità degno di nota. Il distacco sul secondo classificato, cioè il Partito Democratico (19,2%) in due settimane si è ridotto da 3,4 punti a due e mezzo. (Yahoo Notizie)

Nelle settimane iniziali della campagna vaccinale inglese, la decisione di somministrare dapprima una singola dose al maggior numero di persone possibile fece molto discutere, perché tutte le sperimentazioni compiute fino ad allora prevedevano tre o quattro settimane di intervallo tra una dose e l'altra del vaccino di Pfizer o AstraZeneca. (Focus)

Il nullaosta arriva da Marco Cavaleri, il responsabile della strategia vaccinale dell'European Medicines Agency, il quale, come riportato dal quotidiano Huffington Post, ha dichiarato che "La raccomandazione nelle informazioni del prodotto parlano di un intervallo di tre settimane perché è ciò che è stato studiato nei test clinici che hanno portato all’approvazione di questo farmaco: analisi recenti confermano però che estenderlo a un mese e mezzo non sarebbe un grosso problema". (iLMeteo.it)

Facebook Twitter Pinterest Linkedin Tumblr