IBM ha realizzato il primo processore a 2 nm. Prestazioni su del 45%, consumi giù del 75%

DDay.it - Digital Day ECONOMIA

L’aumento della luminosità degli schermi e altri fattori, come il 5G, hanno di fatto annullato il guadagno dato prima dai 7 nanometri e poi dai 5 nanometri.

I 2 nanometri di IBM, con 333 milioni di transistor, restano in cima alla piramide.

IBM ha usato una tecnologia 3D stacked con i transistor molto vicini tra loro, transistor però che si sviluppano in altezza e che sono quindi impilati.

Mentre gli occhi di tutti sono puntati sui progressi tecnologici di TSMC, IBM sorprende: è lei ad aver realizzato il primo processore a 2 nanometri. (DDay.it - Digital Day)

La notizia riportata su altri media

Di fatto è come se, a partire da oggi, l’intero settore possa iniziare ad essere riprogettato, ampliando enormemente gli orizzonti fino ad immaginare un futuro con smartphone del tutto differenti da come li pensiamo oggi. (Telefonino.net)

Lo ha svelato la compagnia americana, che sposta in avanti l’innovazione nel settore proprio nel pieno della crisi globale dei semiconduttori. (Wired Italia)

IBM ha fatto qualcosa di quasi miracoloso, riuscire a ridurre le dimensioni dei transistor di un processore a soli 2nm! Ciò significa che ogni singolo transistor ha le dimensioni di una manciata di atomi, infinitamente più piccolo persino di un capello umano! (Gametimers)

Il chip è stato realizzato e progettato presso la struttura di ricerca IBM di Albany, il cui scopo è ampliare il nutrito numero di brevetti della compagnia per le collaborazioni con i suoi vari partner La tecnologia continua ad avanzare, mettendo a dura prova la nota legge di Moore, la quale afferma che il numero di transistor per chip raddoppia ogni 18 mesi, quadruplicando quindi ogni tre anni. (Tom's Hardware Italia)

La tecnica usata da IBM è detta “a nanofogli di silicio” (silicon nanosheet technology) portandola al traguardo dei 2 nanometri. Le potenziali alternative comprendono nuovi materiali, quali nanotubi di carbonio, e approcci computazionali quali neuromorphic computing e quantum computing. (macitynet.it)

La ricerca apre dunque nuove prospettive al comparto proprio nel suo momento di maggior difficoltà, quando la carenza delle componenti rischia di rallentare la crescita economica nonostante la progressiva uscita dalla pandemia. (Punto Informatico)

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