Processo tamponi Lazio, le motivazioni: “Violati i protocolli” - Sportmediaset

Processo tamponi Lazio, le motivazioni: “Violati i protocolli” - Sportmediaset
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Per Lotito non c’è responsabilità oggettiva.

È questa la sintesi della motivazione della sentenza del cosiddetto ‘processo tamponi’, secondo cui la responsabilità più grave, quella di non aver avvertito le Asl dei casi di positività emersi nel gruppo squadra, è soprattutto dei medici.

Vedi anche lazio Lazio, la sentenza sul caso tamponi: 7 mesi a Lotito, solo multa alla squadra

Getty Images. In sostanza, il Tribunale ha accolto le richieste della procura federale su tutti i fronti meno che sul livello di responsabilità del presidente e sul contestato allenamento del 3 novembre. (Sport Mediaset)

La notizia riportata su altri giornali

Dopo la sentenza emessa lo scorso 26 marzo si apprende inoltre che «il contestato mancato esercizio dell'obbligo di vigilanza, nella sostanza esplicitato nel mancato esercizio di condotte attive, non risulta esplicitato e sviluppato», punto su cui i legali della Lazio punteranno per un ulteriore sconto di pena. (LAROMA24)

Su questo, il collegio giudicante ha dato ragione infatti alla Lazio. La Lazio ha violato i protocolli anti Covid e per questo deve essere condannata. (Tutto Napoli)

Questa la sentenza per aver violato i protocolli sanitari anti Covid-19. Il Tribunale, per giustificare la diminuzione della "pena", evidenzia una distinzione di responsabilità tra Claudio Lotito e il responsabile sanitario. (Toro News)

Tamponi Lazio, le colpe dei medici e quelle di Lotito: le motivazioni della sentenza

E' palese la responsabilità della componente medica per il brevissimo lasso di tempo intercorso dall'intervenuta ricezione della comunicazione delle positività alla fine dell'allenamento". Tuttavia avrebbe dovuto imporre un comportamento idoneo a vietare ai positivi di poter rientrare nei ranghi della squadra ed imporre loro l'isolamento previsto" (Fantacalcio ®)

Il Tribunale: responsabilità dei medici. Per il Tribunale quindi la responsabilità è della componente medica e “stigmatizza definendolo paradossale il caso del calciatore Ciro Immobile che dopo essere risultato positivo al controllo del 26 ottobre, proprio in virtù delle gravissime violazioni perpretate ha potuto disputare la gara, entrando in stretto contatto coi componenti della propria squadra e della squadra avversaria in virtù di due tamponi negativi effettuati senza alcuna legittimazione, per poi risultare nuovamente positivo prima dell’incontro di Champions con lo Zenit“ (Toro.it)

Prossima puntata: il processo di appello Ma la responsabilità più grave, quella di non aver avvertito le Asl dei casi di positività emersi nel gruppo squadra, è soprattutto dei medici, mentre su questo fronte non si può accertare il coinvolgimento di Claudio Lotito. (TUTTO mercato WEB)

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