Alzheimer. Dopo 20 anni approvato il primo farmaco: ecco a chi sarà somministrato

Alzheimer. Dopo 20 anni approvato il primo farmaco: ecco a chi sarà somministrato
InfermieristicaMente SALUTE

Gli studi consistevano in studi di dose-range in doppio cieco, randomizzati, controllati con placebo in pazienti con malattia di Alzheimer.

Dopo 20 anni approvato il primo farmaco: ecco a chi sarà somministrato. La malattia di Alzheimer è la più comune forma di demenza.

Oggi è una giornata storica - commenta su Twitter il virologo Roberto Burioni -.Approvato da FDA il primo farmaco efficace contro il morbo di Alzheimer"

ll numero di persone con demenza, e principalmente Malattia di Alzheimer, potrebbe triplicare nei prossimi 40 anni con costi sociali ed economici elevatissimi. (InfermieristicaMente)

Su altri giornali

Si chiama aducanumab (nome commerciale Aduhelme) e questa bizzarra sequenza di lettere - per quanto difficile da ricordare - segnerà una tappa nella lotta alla malattia diventata un’emergenza mondiale: quasi 25 milioni di persone colpite, al ritmo di un nuovo caso ogni sette secondi. (La Stampa)

Tra i centri sperimentali, quello di Tricase diretto dal Professore Logroscino. “C’è anche un pezzo importante di Puglia che ha contribuito attivamente a questa complessa sperimentazione”. (FoggiaToday)

L’Fda ha approvato il farmaco a condizione che l’azienda produttrice, Biogen, conduca ulteriori test clinici, dal momento che i risultati della prima fase di sperimentazione sono stati giudicati incompleti. (Startmag Web magazine)

Svolta in ambito medico: la FDA approva l’Aduhelm, il nuovo farmaco contro l’Alzheimer

Una approvazione non scontata, visti i dubbi di alcuni esperti e persino il parere contrario del Comitato indipendente dell'agenzia, secondo cui non ci sono evidenze sufficienti che il farmaco possa davvero aiutare i pazienti. (La Repubblica)

Dati controversi. Gli studi effettuati finora, però, hanno mostrato risultati ambivalenti e le procedure di sperimentazione clinica sono state criticate da parte del mondo scientifico. La forma di demenza più diffusa al mondo e che non ha una cura e nemmeno una terapia che interrompa il peggioramento del morbo. (Ticinonews.ch)

La terapia consisterebbe in un un’iniezione al mese per via endovenosa che contribuirebbe a rallentare il declino cognitivo di coloro che si trovano allo stadio iniziale della malattia.Ma in termini di cautela la sua approvazione sembrerebbe dividere la comunità scientifica:Come spiega all'Agenzia giornalistica italiana (Agi), direttore del Dipartimento di neuroscienze-neuroriabilitazione dell'Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (Ircss) al San Raffaele di Roma, la limitazione del medicinale riguarda la possibilità di utilizzo solo nei pazienti in cui è presente la beta-amiloide, il recettore bersaglio della terapia, pertanto il 30% dei pazienti non risulterebbe adatto a ricevere il farmaco. (Calciomercato.com)

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