Legabasket ha deciso: la serie A torna a 16 squadre. Le novità

Legabasket ha deciso: la serie A torna a 16 squadre. Le novità
Reggionline Reggionline (Sport)

Il format del campionato 2020/21 prevederà ancora 2 retrocessioni in A2 e 2 promozioni dal primo campionato dilettantistico.

Torino resta in stand-by: verrà inserita in Serie A nel caso arrivi una rinuncia prima del prossimo consiglio federale, in programma ad inizio agosto.

Ne parlano anche altri giornali

Torino, che nella delibera del 15 maggio era stata invitata come diciottesima (ma poi Pistoia si era sfilata, preferendo autoretrocedersi), resterà pertanto in A2. Niente serie A per Basket Torino Reale Mutua: l'assemblea di Legabasket, riunitasi in mattinata, ha infatti deciso che il prossimo campionato vedrà al via 16 squadre. (La Stampa)

Sul dubbio che a Torino possa non dispiacere rimanere in A2: “Non so come si possa dire una cosa del genere. Spero che nell’Assemblea di domani Roma e Cremona dicano quali sono le loro intenzioni, perché se decidessero di giocare in A ci metteremmo il cuore in pace. (Sportando)

Sempre che Roma e Cremona confermino poi la propria partecipazione, sulla quale ad oggi permangono forti dubbi, entro il 31 Luglio. Su questo argomento è intervenuto il patron del Basket Torino e della Dinamo Sassari Stefano Sardara che ha parlato così attraverso le colonne di Tuttosport:. (Basketmarche.it)

Pistoia ha ufficializzato la richiesta di riposizionamento in Serie A2, Pesaro invece è riuscita a ‘gettare il cuore oltre l’ostacolo’. Il 15 giugno 2020 ci siamo trovati con 16 squadre aventi diritto di giocare in Serie A. (Tuttobolognaweb)

La Lega Basket, riunita in assemblea straordinaria, cambia ancora: la prossima serie A sarà a 16 squadre. Dopo l'autoretrocessione di Pistoia, restano in bilico le posizioni di Roma e Cremona. (Sky Sport)

Niente Serie A1 di basket per Torino. Se da qui al 31 luglio questo percorso non sarà completato e se Roma o Cremona non dovessero completare l’iscrizione, penso che non sarà impossibile ottenere una deroga per permettere a Torino di risolvere il problema». (Corriere della Sera)

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