Green pass, verso il decreto: le ipotesi e cosa potrebbe cambiare

TrentoToday INTERNO

Tra i provvedimenti allo studio anche l'ipotesi di riservare - almeno per alcune attività - l'utilizzo del green pass solo dopo aver fatto la seconda dose, in linea con l'Unione europea.

Il green pass potrebbe essere necessario per far entrare più persone a stadi, concerti e altri raduni, nell'ottica di raggiungere la capienza al 100%, come pure per i ricevimenti dopo le cerimonie civili e religiose. (TrentoToday)

Ne parlano anche altre fonti

In questo senso l’uso del Green pass servirebbe per non dover ricorrere poi a misure più restrittive. Green pass obbligatorio: le ipotesi. Il Green pass è il certificato che dimostra di essere stati vaccinati con la doppia dose, di essere guariti dal Covid-19 oppure di aver fatto un tampone con risultato negativo nelle ultime 48 ore. (Virgilio Notizie)

Il nuovo decreto sul Green Pass potrebbe entrare in vigore nei prossimi giorni. Le evidenze scientifiche parlano di un provvedimento inevitabile per evitare le chiusure in un contesto di ripresa della circolazione virale. (LeccoToday)

Ricordiamo che ad oggi in Italia sono circa 25 milioni i cittadini in possesso del green pass, i vaccinati e i guariti dal Covid 19. Green Pass in Italia per Covid, opinioni divergenti. In queste ore sembra sempre più probabile un decreto legge che renderà obbligatorio il Green Pass per i luoghi in cui si creano assembramenti. (Pensioni Per Tutti)

Il Green Pass spacca la maggioranza. Che non ci sia una linea unica lo si era già capito. Dove sarà obbligatorio. Il Green pass sarà obbligatorio ovunque potranno crearsi assembramenti, in questo modo, con certificato alla mano, la percentuale di accessi potrà essere maggiore. (ilGiornale.it)

Ci auguriamo che l’opposizione in parlamento alzi le barricate o lo faremo noi nelle piazze, creando luoghi di aggregazione alternativi. Si tratta di buon senso, cosa che questo Governo dimostra ogni giorno di più di non avere. (MI-LORENTEGGIO.COM.)

Ma l’aumento dei contagi e il diffondersi di varianti più aggressive e «appiccicose» sta portando un po’ ovunque a parziali dietrofront. Facendo il confronto con la situazione a metà luglio 2020 emerge che l’attuale percentuale di positivi ai test molecolari, pari al 2%, è quadrupla rispetto a quella rilevata a metà luglio 2020, quando era dello 0,5% (Corriere del Ticino)

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