Johnson ammette la festa a Downing Street durante il lockdown del 2020

Johnson ammette la festa a Downing Street durante il lockdown del 2020
Approfondimenti:
Dire ESTERI

– Il primo ministro del Regno Unito Boris Johnson ha ammesso davanti alla Camera dei Comuni di aver violato le norme sugli assembramenti in vigore nel Paese nella prima metà del 2020 per contrastare la pandemia di Covid-19 per partecipare brevemente a una festa nella sede del governo nonché sua residenza, al numero 10 di Downing Street, a Londra.

“Conosco la rabbia che provano con me per il governo che guido quando pensano che a Downing Street le regole non siano adeguatamente seguite dalle persone che le stabiliscono”, ha detto il primo ministro scusandosi ufficialmente per quanto avvenuto. (Dire)

Su altri giornali

Ammettendo per la prima volta di aver partecipato alla festa, pensando si trattasse di un evento di lavoro, Johnson ha detto di essere andato nel giardino per ringraziare lo staff e di essere rientrato nel suo ufficio 25 minuti dopo. (Il Fatto Quotidiano)

Starmer ha definito le scuse di Johnson "senza valore", accusandolo di aver mentito alla Camera e al popolo britannico, scatenandone la furia. Il leader dell'opposizione laburista Keir Starmer ha sfidato in Parlamento il premier conservatore a dimettersi dopo l'ammissione di responsabilità. (Tiscali Notizie)

Londra (Regno Unito), 14 gen. (LaPresse/AP) – L’ufficio di Boris Johnson si è scusato con la famiglia reale per il party del personale di Downing Street organizzato alla vigilia del funerale del principe Filippo, lo scorso anno (LaPresse)

“Party gate”, Johnson si scusa

Ma le smentite non impedirono a Johnson di ripetere lo slogan dall’autobus acquistato per la campagna, costato 400 mila sterline. Prima della nascita di Romy, Johnson aveva confermato di avere sei figli, il che porta il totale a sette. (La Stampa)

RG 12.30 del 12.12.2021 Il servizio di Claudio Bustaffa. SEIDISERA del 08.12.2021 - Feste e gatti, imbarazzo per Johnson Il premier britannico Boris Johnson si è scusato in parlamento per il cosiddetto "party gate" legato a un incontro organizzato nel giardino di Downing Street nel maggio del 2020 quando il Regno Unito era ancora in confinamento. (RSI.ch Informazione)

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